Nuove perquisizioni per contrastare il traffico di droga nel carcere di Prato

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Nuove perquisizioni per contrastare il traffico di droga nel carcere di Prato

Un’operazione notturna condotta da polizia penitenziaria, carabinieri e squadra mobile ha messo in evidenza la presenza di una base della rete di spaccio all’interno del carcere di Prato, noto come La Dogaia. Le indagini hanno delineato un flusso di telefoni funzionale all’ingresso di sostanze stupefacenti e hanno evidenziato meccanismi di gestione del debito tra detenuti, con possibili episodi di violenza a chi non onora i pagamenti.

spaccio nel carcere di prato: base individuata e dinamiche principali

Secondo la procura di Prato, la base dell’attività illecita risulterebbe situata nella quarta sezione della struttura. L’operazione fa seguito a perquisizioni e sequestri già eseguiti in altre aree del penitenziario, nel quadro di un lavoro che vede impegnate polizia penitenziaria, carabinieri e squadra mobile. Il procuratore di Prato, Luca Tescaroli, ha spiegato che il flusso di telefoni all’interno del carcere è strumentale all’ingresso della droga, con pagamenti gestiti in via telematica e contatti diretti con fornitori esterni.

Una ricostruzione evidenzia una dinamica particolare: un detenuto di 25 anni risulterebbe al centro dello spaccio, avendo colmato il vuoto creatosi dopo le precedenti perquisizioni. Il contatto con fornitori esterni sarebbe coordinato attraverso strumenti di comunicazione che consentono ordini di sostanze illegali sempre pronti all’ingresso nel sistema detentivo.

Secondo i rilievi, i colloqui e le operazioni di ingresso della droga avverrebbero anche tramite canali non convenzionali, tra cui l’uso di un microtelefono con accesso a internet e messaggi, per gestire ordini di 40-50 grammi di cocaina e 200-300 grammi di hashish per volta. L’introduzione avvenirebbe tramite droni che lanciano pacchi o altri stratagemmi, con taluni carichi destinati a variare durante i colloqui. Ad oggi sono quattro le persone identificate come responsabili di introdurre stupefacenti dall’esterno.

All’interno del carcere sarebbe presente uno spettro consistente di consumatori, e la droga sarebbe venduta a costi elevati che permettono profitti lauti agli involved nel circuito.

La procura segnala anche la presenza di collaborazione tra due detenuti, entrambi vittime di atti di violenza e tentativi di estorsione, ora affidati a un programma di protezione.

articolazione dello spaccio e impatti sull’ordine interno

L’indagine descrive un’organizzazione articolata in grado di mantenere contatti esterni e di normalizzare l’ingresso di sostanze, con ricadute significative sull’ordine interno della struttura e sulla gestione dei rapporti tra detenuti. Le azioni intraprese mirano a interrompere le fasi di approvvigionamento e a frenare l’uso di strumenti di comunicazione all’interno del carcere per finalità illegali.

Nuove perquisizioni per contrastare il traffico di droga nel carcere di Prato
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