Meloni in Etiopia per rivedere il Piano Mattei: le tappe africane del governo

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Meloni in Etiopia per rivedere il Piano Mattei: le tappe africane del governo

Questo approfondimento sintetizza lo stato di avanzamento del Piano Mattei nel contesto africano, focalizzandosi sulla missione italiana ad Addis Abeba come occasione di verifica operativa e politica delle iniziative messe in campo dall’Italia. L’azione si intreccia con obiettivi di sviluppo, cooperazione e stabilità regionale, in una cornice di dialogo e coordinamento con i partner africani.

piano mattei: due appuntamenti chiave in africa

Venerdì 13 febbraio, alle ore 18:00, è previsto il secondo vertice Italia-Africa dedicato al Piano Mattei e al coordinamento delle iniziative messe in campo dall’Italia. Il giorno successivo, sabato 14 febbraio, la premier parteciperà come ospite d'onore alla riunione plenaria della 39ª sessione ordinaria dell’Assemblea dei Capi di Stato e di governo dell’Unione Africana.

rafforzamento della presenza italiana in africa

Il bilancio 2025 indica una mobilizzazione di risorse tra 1,3 e 1,4 miliardi di euro, provenienti dal Fondo Italiano per il Clima, dal Plafond Africa di Cassa Depositi e Prestiti e, in modo significativo, da una linea multi-donor attivata con la Banca Africana di Sviluppo. In questo schema l’Italia agisce da catalizzatore: a ogni euro investito corrisponde un cofinanziamento dell’istituzione africana, generando un effetto leva che ha attratto contributi di partner come Emirati Arabi Uniti e Danimarca.

Fonti diplomatiche sottolineano che la presenza italiana in Africa sia oggi più strutturata e continuativa, con un ampliamento sia in termini di Paesi coinvolti sia di settori di intervento. L’impostazione non si limita a progetti puntuali: il perimetro operativo del Piano Mattei è in espansione.

perimetro di intervento e cantieri settoriali

Il perimetro geografico è cresciuto da 9 Paesi nel 2024 a 14 Paesi attuali, con l’orizzonte di un’ulteriore estensione nel 2026. Tra i cantieri prioritari spicca la dimensione idrica, considerata la variabile chiave per la sicurezza alimentare e la stabilità sociale. In Marocco è in corso un progetto sull’acqua coordinato con Francia, Germania e la Commissione europea, segnando l’adeguamento del Piano Mattei al quadro del Global Gateway dell’Unione Europea. In Tunisia e Algeria sono avviati interventi di irrigazione e agricoltura in zone desertiche, mentre in Mozambico e Tanzania proseguono iniziative nel settore energetico. Un elemento emblematico è la partecipazione italiana al Corridoio di Lobito, che collegherà l’Africa occidentale e orientale dall'Angola allo Zambia, passando per la Repubblica Democratica del Congo.

La formazione resta un pilastro: entro il 2026 è prevista l’apertura, nel sud dell'Algeria, di un centro di eccellenza per la formazione di tecnici locali, con l’obiettivo di trasferire competenze e ridurre la dipendenza dall’assistenza esterna.

dimensione migratoria e impatti indiretti

Il Piano Mattei non contempla progetti specifici sull’immigrazione. Un’intenzione chiave, però, è che il miglioramento dell’accesso all’energia, la creazione di opportunità di lavoro e il potenziamento dei servizi essenziali possano offrire scelte di migrazione legale, con effetti indiretti sul fenomeno migratorio. In Tunisia, un memorandum siglato ha prodotto una significativa riduzione degli arrivi irregolari; interventi in Senegal e Costa d’Avorio, realizzati con l’Ifad in aree fragili, contribuiscono a stabilizzare contesti esposti a pressioni migratorie. È emersa anche una sfida legata ai tempi di attuazione, soprattutto per procedure amministrative e ratifiche parlamentari nei Paesi partner; una semplificazione normativa è al lavoro per accelerare l’erogazione delle risorse a partire dal 2026.

La presenza ad Addis Abeba di oltre venti capi di Stato e di Governo africani, insieme al segretario generale dell’Onu, è interpretata come indicatore di credibilità politica del Piano Mattei, visto come strumento di politica estera di lungo periodo. Le fonti italiane sottolineano che il Piano non è legato a una singola persona o a un singolo governo: l’Italia resta interlocutrice centrale per i leader africani, senza disperdere questo patrimonio.

In questa cornice, i riferimenti chiave includono il Piano Mattei, l’Africa come contesto strategico e la dimensione internazionale legata al Global Gateway.

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