Massimo Nardi a San Miniato: due icone in mostra

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Massimo Nardi a San Miniato: due icone in mostra

Una rassegna fotografica esplora il backstage e le ricostruzioni scenografiche legate a figure storiche, offrendo una lettura molto mirata dei processi creativi che sostengono le immagini. L’evento mette in luce la capacità dell’autore di restituire vita e senso a personaggi iconici attraverso strumenti tecnici e scelte di messa in scena, con un’attenzione particolare alle fasi di preparazione, ai dettagli degli oggetti ricostruiti e all’uso dell’autoritratto come mezzo espressivo.

backstage e oggetti ricostruiti per san francesco e van gogh

Dal 7 al 28 febbraio, all’Orcio d’oro di san miniato in via augusto conti 48, è allestita la mostra dedicata a massimo nardi, organizzata dall’assessorato alla cultura del comune di san miniato, da moti carbonari e da nuovi orizzonti, la onlus operante al convento di san francesco. nardi (1957) risiede attualmente a santa maria a monte e si è avvicinato alla fotografia attraverso la street art, studiando con maestri come francesco cito e umberto verdoliva.

La proposta espositiva si caratterizza come una rappresentazione sacra in chiave contemporanea, dove le immagini assumono la funzione di scenografia vivente. In altre parole, le figure storiche sono recreate dall’artista partendo dall’impianto tecnico, culminando in vere interpretazioni di prima persona. In questo approccio, i ritratti diventano autoritratto e i soggetti sono ricreati dall’artista a partire da elementi scenografici, costumi e ambientazioni.

l’esposizione delle icone protagoniste

La mostra privilegia due icone note: san francesco, la cui morte risalente all’ottocentesimo anniversario viene ricordata nel 1226, e vincent van gogh, con un focus sugli ultimi mesi di vita. Nella rassegna è possibile osservare i backstage del lavoro fotografico e alcuni oggetti ricostruiti su misura, tra cui la croce di san francesco e una tunica di juta povera, indossata dall’interprete del personaggio durante gli autoscatto.

approccio espositivo e contributi tecnici

Secondo il curatore, andrea mancini, il progetto si propone di restituire una dimensione quasi teatrale alle immagini, mettendo in evidenza come il soggetto storico venga materialmente ricreato dall’autore. La narrazione si sviluppa attraverso una serie di immagini unite da un’idea unitaria, che conduce lo spettatore a percepire la scena come una scena di una rappresentazione vissuta, oltre che come documentazione fotografica. L’intera installazione si fonda sull’uso accurato dell’apparato tecnico e sull’intreccio tra fotografia, costumi e oggetti ricostruiti.

luogo, date e organizzazione

La sede è l’Orcio d’oro a san miniato, il periodo va dal 7 al 28 febbraio. L’iniziativa è promossa dall’assessorato alla cultura del comune di san miniato, in collaborazione con moti carbonari e nuovi orizzonti, onlus che opera da un decennio presso il convento di san francesco.

Un aspetto centrale riguarda la presentazione degli elementi scenografici e degli oggetti ricostruiti, che accompagnano le immagini per offrire una chiave di lettura tangibile del lavoro dell’autore, con particolare attenzione ai dettagli del costume e agli strumenti utilizzati nelle fasi di creazione.

In chiave descrittiva, la mostra presenta una serie di immagini legate a due figure centrali, offrendo una cornice visiva che integra portfolio personali e contenuti tecnici di ripresa, con un’attenzione marcata agli elementi materiali impiegati per rendere credibile l’interpretazione dei personaggi storici.

Nel complesso, l’esposizione propone una lettura coerente tra contenuto visivo e oggetti scenici, puntando su una presenza fortemente tangibile degli elementi ricostruiti e sull’idea di una elezione meticolosa di dettagli che ricompongono la memoria storica attraverso una lente contemporanea.

Personaggi e contributi principali descritti nella mostra sono elementi chiave che guidano l’interpretazione dell’evento e la comprensione della pratica artistica messa in atto dall’autore.

Nel contesto, gli protagonisti e i collaboratori coinvolti nel progetto sono indicati di seguito:

  • Massimo Nardi
  • Oliviero Toscani
  • Francesco Zizola
  • Andrea Mancini
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