La svolta green dell'Europa: patto climatico alle nuove regole
Una fase di regolazione europea punta a rendere le norme ambientali più efficaci e meno onerose per le imprese, mantenendo gli obiettivi di sostenibilità e innovazione. I pacchetti Omnibus, presentati nell’ultimo periodo, mirano a liberare risorse aziendali senza compromessi ambientali, valorizzando la semplificazione, l’allineamento delle scadenze e l’uso di strumenti digitali per i dati.
omnibus i: sostenibilità e nuove semplificazioni
Il Pacchetto Omnibus I intende rendere l’applicazione delle norme ESG più accessibile, riducendo l’onerosità burocratica pur preservando gli standard di sostenibilità. I punti chiave includono:
- riduzione di circa l’80% del numero di imprese soggette a CSRD e CSDDD
- semplificazione del meccanismo CBAM (carbon border adjustment)
- «Stop the Clock»: proroga di due anni al 26 luglio 2027 per alcuni obblighi di rendicontazione
- standard di rendicontazione più semplici e volontari per le PMI
- innalzamento delle soglie dimensionali per l’accesso all’obbligo di rendicontazione
- allineamento delle scadenze degli standard europei (ESRS) per facilitare l’adeguamento
omnibus viii: ambiente e politiche green
Il Pacchetto Omnibus VIII riguarda la normativa ambientale europea in senso ampio, intervenendo su emissioni industriali, economia circolare, valutazioni ambientali, dati geospaziali e gestione delle sostanze pericolose.
emissioni industriali: meno oneri, maggiore flessibilità
La direttiva sulle emissioni industriali è finalizzata a semplificare la rendicontazione e a considerare l’impatto su base aziendale anziché per singolo sito, eliminando alcuni requisiti di certificazione e semplificando il database. Sono previste esenzioni per agricoltori e operatori dell’acquacoltura e una semplificazione delle pratiche per le aziende agricole biologiche.
economia circolare ed epr: una semplificazione temporanea
La responsabilità estesa del produttore (EPR) prevede la sospensione temporanea fino al 1° gennaio 2035 dell’obbligo di nominare un rappresentante autorizzato in ciascun Paese membro per produttori che vendono in altri Stati. I contratti esistenti restano validi; chi non nomina un rappresentante beneficia di una riduzione dei costi amministrativi. Una riforma strutturale dell’EPR è prevista nel Circular Economy Act, atteso per il 2026.
autorizzazioni ambientali: tempi più rapidi per i progetti strategici
L’intervento mira a definire scadenze più chiare per il rilascio dei permessi, a potenziare l’uso di strumenti digitali e a introdurre una presunzione di interesse pubblico per alcune tipologie di progetti ritenuti strategici, in linea con la resilienza dell’Unione, la decarbonizzazione e l’efficienza delle risorse.
dati ambientali, scip e geospaziali
Per quanto riguarda i dati, si punta a superare strumenti considerati costosi ed inefficaci, come il database SCIP, proponendo soluzioni digitali integrate (passaporto digitale dei prodotti). La Direttiva INSPIRE è oggetto di revisione per favorire un portale open data unico, snello e standardizzato.
acque e ripristino della natura: dossier ancora aperti
La Direttiva quadro sulle acque sarà rivista nel 2026, con interventi mirati possibili sulla Nature Restoration Law. Il contenuto specifico è in fase di confronto politico e definizione.
stato di avanzamento e prospettive
Al momento i pacchetti seguono percorsi differenti: l’omnibus i ha superato fasi negoziali avanzate, con l’accordo tra Consiglio e Parlamento trovato entro la fine del 2025; l’iter per l’omnibus viii resta agli inizi, in attesa di ulteriori sviluppi per l’adozione.
nominativi presenti nella fonte:
- Ursula von der Leyen