Italia può diventare un motore di innovazione per salute e sostenibilità

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Italia può diventare un motore di innovazione per salute e sostenibilità

L’evoluzione della salute pubblica è trainata dall’innovazione diagnostica e terapeutica, che permette diagnosi sempre più precoci, terapie di maggiore efficacia e una gestione del paziente che spesso esce dai confini dell’ospedale. in questo contesto, la ricerca clinica in italia gioca un ruolo cruciale nel migliorare la qualità della vita e nell’innalzare l’aspettativa di vita, ponendo al centro politiche, risorse e collaborazioni tra pubblico, industria e mondo accademico.

ricerca clinica in italia: stato attuale, investimenti e prospettive

l’italia si posiziona tra i partner europei di riferimento per la ricerca clinica, registrando una significativa attività di studi in ambito sanitario. la dinamica di investimenti e incentivi influisce direttamente sulla capacità di innovare e di offrire percorsi diagnostici e terapeutici all’avanguardia. tra i dati principali emerge che l’italia è al quarto posto in europa per numero di studi clinici, preceduta da spagna, francia e germania. nonostante ciò, l’impegno economico nazionale resta contenuto rispetto al potenziale: si stimano circa 2,86 miliardi di euro all’anno, pari a circa 1,3% del pil. tale livello di risorse colloca il paese tra gli ultimi in europa e tra i meno performanti a livello globale se confrontato con realtà dove il sostegno pubblico e privato è più strutturato. circa il 60% del finanziamento della ricerca clinica proviene dall’industria farmaceutica, un aspetto che sottolinea l’importanza della collaborazione tra istituzioni, imprese e università. sul fronte degli incentivi, i crediti d’imposta restano una leva essenziale per mantenere competitività in un contesto internazionale molto competitivo, soprattutto rispetto a economie come india e cina. in europa, però, la burocrazia e gli oneri interni pesano notevolmente: i cosiddetti “dazi interni” raggiungono circa il 40%, contro il 15% degli strumenti esterni, evidenziando la necessità di snellire procedure e allineare gli standard europei per accelerare l’accesso all’innovazione.

investimenti, incentivi e competitività europea

l’attenzione agli incentivi fiscali rimane centrale per mantenere l’italia in una posizione di rilancio nel panorama europeo. il pnrr ha messo a disposizione risorse significative per lo sviluppo di nuovi trial clinici, con l’obiettivo di incidere sull’aspettativa e sulla qualità di vita dei pazienti. una progettazione accurata degli studi clinici consente diagnosi anticipate, terapie più performanti e una gestione del paziente che può estendersi oltre i confini ospedalieri, favorendo una diffusione più ampia delle innovazioni.

capitale umano e attrazione di talenti

un altro tema chiave riguarda la capacità di trattenere e attrarre ricercatori altamente qualificati. nonostante la reputazione scientifica internazionale, l’italia è riconosciuta per ostacoli burocratici, organizzazione del lavoro complessa e livelli retributivi spesso inferiori, elementi che spingono parte della talent pool a cercare opportunità all’estero. anche realtà di punta come Human Technopole incontrano difficoltà nel reclutamento, soprattutto in contesti urbani dove il costo della vita è elevato. la gestione del personale qualificato resta una leva decisiva per mantenere competitività e leadership in ambito europeo.

ruolo dell’industria e sviluppo clinico

in questa cornice, abbvie riveste un ruolo centrale come azienda biofarmaceutica orientata all’innovazione e a rispondere a bisogni medici insoddisfatti in aree quali immunologia, oncologia, oncoematologia, neuroscienze e oftalmologia. dall’istituzione della casa produttrice, la farmaceutica ha investito oltre 73 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo a partire dal 2013, con un incremento rilevante anche negli ultimi anni. nel 2024, l’investimento si è avvicinato a 13 miliardi di dollari, segnando una crescita di oltre 60% rispetto all’anno precedente. in italia l’azienda conduce novantatre studi clinici, collaborando con oltre cinquecento centri ospedalieri. gli studi clinici rimangono una risorsa cruciale per offrire ai pazienti accesso a innovazioni tempestive e per accrescere le competenze scientifiche a livello nazionale.

burocrazia e semplificazione per l’innovazione

resta un nodo critico la burocrazia: le autorizzazioni per gli studi sperimentali sono spesso lente e complesse, rendendo necessario un percorso di semplificazione e allineamento agli standard europei. ridurre controlli ridondanti è fondamentale per accelerare l’accesso alle nuove terapie e per mantenere competitiva l’industria farmaceutica, primo settore di export del paese ma oggi sfidato anche dal payback e dalle dinamiche regolatorie.

fra i protagonisti delle discussioni emergono figure chiave che hanno contribuito all’approfondimento del tema e al confronto tra politica, sanità e innovazione.

  • guido liris, medico e capogruppo in Commissione Bilancio del Senato della Repubblica
  • caterina golotta, Medical Director di Abbvie Italia
  • fabio terragni, Member of the Management Committee delegate for Technology Transfer-Human Technopole di Milano

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