Regolamento ue acquisti al banco con contenitori portati

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Regolamento ue acquisti al banco con contenitori portati

La regolamentazione europea sugli imballaggi sta per cambiare in modo netto le regole del gioco anche in Italia. Il Regolamento Ue 2025/40 (Packaging and Packaging Waste Regulation, PPWR) avvia una trasformazione che impone obiettivi concreti lungo l’intera filiera: gli imballaggi dovranno essere ridotti, resi riutilizzabili, riciclabili e compostabili. Rispetto alle direttive, per le quali servono tempi di recepimento nazionali, i regolamenti entrano in vigore con efficacia immediata, pur accompagnati da una tempistica attuativa graduale e vincolante.

ppwr 12 agosto: avvio dei provvedimenti e calendario verso l’operatività

La data chiave indicata riguarda l’avvio dei provvedimenti collegati al PPWR a partire dal 12 agosto. Il percorso prevede una fase di preparazione e successivamente l’entrata in piena operatività dell’assetto previsto. In particolare, viene fissato un periodo di sei mesi per organizzare l’applicazione della misura, che diventa ufficialmente attiva dal 12 febbraio.

Il passaggio assume un significato rilevante perché introduce un meccanismo che riguarda direttamente l’acquisto di prodotti al banco e la gestione dei contenitori. Il punto centrale è la possibilità di farlo attraverso il modello bring your own (BYO), ossia utilizzando contenitori portati da casa.

bring your own (byo) dal 12 febbraio: acquisti con contenitori del cliente

Con l’attuazione dal 12 febbraio, viene stabilito che i consumatori non potranno più incontrare rifiuti da parte degli esercenti nei casi previsti dalla normativa, senza l’introduzione di maggiorazioni di costi collegate all’uso dei contenitori del cliente.

La misura riguarda in particolare l’acquisto di prodotti al banco, con un riferimento esplicito alle attività come la gastronomia, dove la modalità di conferimento e gestione del contenuto richiede più attenzione operativa.

condizioni per i contenitori: requisiti igienici e certificazione

La possibilità di utilizzare contenitori portati da casa è subordinata a condizioni definite e circostanziate. Il contenitore deve rispondere ai requisiti igienici indicati in riferimento al sistema Haccp. In aggiunta, i contenitori devono essere certificati MOCA, con il simbolo del bicchiere e della forchetta, e devono essere realizzati con materiali idonei, tra cui vengono citati come esempi plastiche dure, vetro o acciaio.

È richiesto inoltre che tali contenitori siano resistenti, riutilizzabili e lavabili. Questi requisiti definiscono con precisione lo standard materiale e funzionale necessario all’impiego nella modalità BYO.

responsabilità dell’esercente e responsabilità del cliente

Il modello operativo prevede un’organizzazione del servizio: l’esercente deve attrezzare un’area dedicata dietro al banco per l’erogazione di quanto richiesto dal cliente, evitando che le operazioni avvengano intercettando con utensili la superficie del contenitore portato da casa.

In termini di responsabilità, il testo individua un criterio chiaro: l’esercente o il ristoratore è responsabile della sicurezza del cibo fino al conferimento, mentre la conservazione del contenuto dopo il conferimento è indicata come totalmente a carico del cliente.

quando l’esercente può rifiutare: sporco, avanzi, lesioni o mancata certificazione

La disciplina prevede anche le condizioni in cui l’esercente può negare l’operazione. Se, alla vista, risulta che il contenitore sia sporco, contenga avanzi di cibo, presenti lesioni oppure non sia certificato MOCA con il simbolo previsto, l’esercente può rifiutare di ottemperare alla richiesta del cliente.

dal passato al presente: applicazione già tentata e nuova spinta normativa

La misura non nasce nel vuoto. Viene richiamato che un provvedimento analogo era già in vigore dal 2019, collegato al dl Clima 111/2019. Tuttavia, nel contesto italiano, il testo segnala che iniziative considerate positive avrebbero incontrato difficoltà di applicazione quando entrano in gioco interessi consolidati.

Nel passato, la giustificazione addotta per il mancato recepimento riguardava la responsabilità dell’esercente rispetto a eventuali intossicazioni, legate a presunti problemi di igiene dei contenitori non adeguatamente sanificati. In quel quadro, viene indicato che diverse catene della grande distribuzione avrebbero rifiutato l’applicazione della normativa, con poche eccezioni.

Una delle eccezioni citate riguarda una specifica realtà territoriale: il caso della provincia di Varese, tramite un accordo con l’Asl, in cui una famosa catena avrebbe ottemperato alla possibilità prevista. Nel testo, l’episodio viene presentato come il caso più rilevante in Italia.

preparazione di sei mesi e coinvolgimento del sistema: obiettivi e organizzazione

Con la piena entrata in forza del PPWR dal 12 agosto, il testo individua un periodo di preparazione di sei mesi fino all’operatività del 12 febbraio. In tale finestra assume importanza la diffusione delle informazioni e la capacità organizzativa di chi opera nei settori interessati.

Viene inoltre sottolineato che l’impatto atteso riguarda più aspetti: oltre alla riduzione dei rifiuti da imballaggio, si cita la spinta verso comportamenti di consumo compatibili con una logica di superamento dell’usa e getta e di evoluzione culturale nello stile di acquisto.

zero waste italy e il percorso verso il 12 febbraio 2027: strumenti e collaborazione

Nel testo viene indicato un ruolo attivo di Zero Waste Italy nella fase di avvicinamento al 12 febbraio 2027. L’azione viene descritta attraverso due linee operative: la redazione di un vademecum destinato ai cittadini e la promozione di incontri con le catene della grande distribuzione e della ristorazione più orientate all’implementazione.

La partecipazione non è limitata ai soli attori della filiera commerciale: sono citate anche le associazioni di categoria. L’impostazione riportata pone l’accento sulla necessità di lavorare in squadra, limitando dinamiche di contrapposizione e favorendo un percorso coordinato tra soggetti diversi.

Zero Waste Italy

Così un nuovo regolamento Ue ci permetterà di acquistare prodotti al banco coi contenitori portati da casa

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