Terapia anti hiv long acting sostenibile per il ssn

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Terapia anti hiv long acting sostenibile per il ssn

Le terapie per l’Hiv stanno evolvendo anche sul piano della sostenibilità economica, soprattutto con l’arrivo dei farmaci long acting. In un contesto di confronto scientifico a Palermo, un focus centrale ha riguardato come questi trattamenti possano tradursi, nel tempo, in un vantaggio per il sistema sanitario nazionale, bilanciando costi iniziali e impatto complessivo sulla gestione dei pazienti.

farmaci long acting hiv: risparmio e sostenibilità nel tempo

Secondo Giacomo Matteo Bruno, professore di Hta- Health technology assessment e Farmacoeconomia dell’Università di Pavia, i farmaci disponibili oggi per la cura dell’Hiv, in particolare i long acting, possono richiedere un costo iniziale più elevato rispetto alle terapie tradizionali. Il punto decisivo, però, riguarda l’orizzonte temporale: nel lungo termine tali trattamenti porterebbero a un risparmio per il sistema sanitario.

L’argomentazione si fonda sull’idea che la sostenibilità economica non dipenda solo dal valore del farmaco, ma anche dalla durata del trattamento del paziente. Nel caso preso in esame, i dati dell’analisi farmacoeconomica mostrerebbero valori considerati accettabili, intorno a 15mila euro, rispetto a un limite soglia di accettabilità del sistema sanitario che sarebbe circa 30mila euro. Da qui la conclusione che il farmaco possa essere interpretato come un investimento sostenibile.

analisi economica e soglia di accettabilità: il ruolo del tempo di trattamento

La valutazione economica descritta da Bruno lega la sostenibilità del trattamento a un parametro chiave: il tempo di permanenza in terapia. Proprio in base alla durata, l’impatto dei costi si modifica e i risultati della valutazione possono convergere verso un profilo di sostenibilità.

In parallelo, viene richiamata l’importanza della prevenzione come leva per contenere i costi di gestione clinica e assistenziale del paziente. Ridurre l’insieme delle spese collegate alla progressione della malattia rappresenterebbe un elemento determinante per la sostenibilità complessiva.

costi indiretti e aggravamento clinico: perché la terapia può risultare vantaggiosa

Nel valutare quanto possa essere vantaggiosa la terapia, l’attenzione si sposta anche su aspetti che vanno oltre la dimensione strettamente sanitaria. Bruno indica che l’opzione potrebbe essere consigliata e suggerita soprattutto nei pazienti ancora in attività lavorativa, richiamando il tema dei costi indiretti.

La motivazione è collegata alla dinamica dei costi al variare della condizione clinica: con l’aggravarsi della situazione del paziente, i costi per il Sistema sanitario crescerebbero in modo esponenziale. Per questo motivo, secondo l’impostazione espressa, risulta rilevante che le terapie siano accompagnate da valutazioni economiche.

sostenibilità e innovazione clinica: pdta regionale e valutazione integrata

L’approccio viene presentato come orientato all’innovazione clinica, mantenendo allo stesso tempo un’analisi della sostenibilità economica. Bruno esprime un apprezzamento per il fatto che la valutazione non si fermi all’efficacia terapeutica, ma includa anche la sostenibilità nel tempo.

Un riferimento specifico riguarda la Regione siciliana, che starebbe portando avanti un percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta). Il documento viene indicato come particolarmente importante perché considererebbe tutti gli aspetti clinici, terapeutici e assistenziali, includendo anche la sostenibilità economica.

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