Iran offre a Trump un accordo per evitare l'attacco americano: la mossa disperata di Teheran

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Iran offre a Trump un accordo per evitare l'attacco americano: la mossa disperata di Teheran

Una nuova linea di compromesso su questioni nucleari e di sicurezza sta prendendo forma, orientata a ridurre le possibilità di escalation tra Teheran e Washington senza rinunciare a una componente civile del programma iraniano. L’obiettivo è rendere verificabile e gestibile l’attuale livello di arricchimento, definendo limiti e parametri che possano aprire a una fase di dialogo ufficiale e a un controllo internazionale rafforzato.

proposta iran e compromesso sul programma nucleare

Teheran sta preparando una proposta da inserire in una bozza di accordo che includerebbe la riduzione della purezza dell’uranio arricchito detenuto all’interno del paese. Il materiale non verrebbe trasferito all’estero, ma verrebbe diluito fino a livelli considerati meno immediatamente utilizzabili per scopi bellici, sotto la supervisione dell’Aiea. L’orizzonte prevede mantenere un programma nucleare civile, pur allontanandolo formalmente dalla posizione che potrebbe portare a un intervento militare.

Secondo le parti coinvolte, la trattativa si concentrerebbe sul livello di arricchimento consentito e sul numero di centrifughe operative. Fonti vicine al governo iraniano hanno precisato che non è parte della proposta l’esportazione di uranio o la creazione di un consorzio internazionale per la produzione di combustibile, ribadendo che le sostanze nucleari restano sotto controllo nazionale.

La proposta sarebbe al centro della bozza che Teheran intende presentare agli Stati Uniti nei prossimi giorni, con l’obiettivo di ottenere l’ok di Washington: l’Iran manterrebbe un programma nucleare, ma verrebbe a mancare la possibilità concreta di utilizzarlo per scopi militari offensivi.

Le informazioni indicano che gli Stati Uniti non avrebbero richiesto lo stop permanente all’arricchimento, concentrando invece la discussione su limiti pratici e sulla riduzione dell’impatto potenziale del programma. In parallelo, la proposta potrebbe includere elementi che permetterebbero una presenza di attività di arricchimento simbolico, purché non si aprano vie verso la costruzione di una bomba.

quadro diplomatico e negoziati in corso

Il contesto resta intriso di dinamiche di pressione e negoziato: i colloqui tenuti in Oman e in Svizzera hanno spinto Teheran a mettere sul tavolo una cornice di compromesso. Il punto centrale riguarda il livello di arricchimento consentito e le condizioni operative, con l’obiettivo di offrire una cornice di stabilità che eviti scenari ostili.

Il ministro degli Esteri iraniano ha chiarito che le interlocuzioni non mirano a una rinuncia definitiva all’arricchimento, ma a definire limiti e verifiche che consentano di evitare una fase di svolta militare. Le valutazioni americane, riportate da fonti di informazione, indicano una possibile apertura a misure symboliche di arricchimento entro parametri non portatori di rischio immediato per la proliferazione.

scenario militare e contesto regionale

Nel frattempo, l’attenzione internazionale è rivolta al piano di potenziamento della presenza militare in Medio Oriente. Una base militare in Giordania starebbe accogliendo un significativo incremento di assetti aerei: oltre 60 velivoli da attacco e più di 68 velivoli da trasporto sarebbero atterrati nell’ultima settimana, segnando un’accelerazione evidente della capacità operativa. L’analisi di immagini satellitari e dati di volo descrive una flotta che può includere anche velivoli di ultima generazione.

In parallelo, Israele convoca il proprio gabinetto di sicurezza per discutere le vie di risposta e gestione della situazione. Questo contesto rafforza la percezione di una componente di deterrenza e di preparazione a scenari regionali complessi, con una dinamica che coinvolge, oltre agli Stati Uniti, attori regionali e alleati chiave.

persone chiave menzionate

  • donald trump
  • abbas araghchi
  • ayatollah ali khamenei
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