Iran disposto a trattare sul nucleare: "Serve una mossa concreta
Nel contesto delle dinamiche internazionali legate al programma nucleare iraniano, si delineano margini concreti per un possibile accordo, condizionati dalla questione delle sanzioni. Majid Takht-Ravanchi, viceministro degli Esteri, ha indicato le condizioni che potrebbero accompagnare un negoziato, enfatizzando la necessità di un atteggiamento reciproco tra Teheran e Washington.
iran e sanzioni: disponibilità a compromessi sul programma nucleare
Takht-Ravanchi ha ribadito la disponibilità a discutere compromessi sul programma nucleare, purché si apra anche un dibattito sulle sanzioni. Secondo l’esponente iraniano, la responsabilità di procedere verso un accordo spetta agli Stati Uniti, i quali devono dimostrare una volontà reale di avvicinarsi a un’intesa. Se Washington intende seriamente impegnarsi, l’orientamento del negoziato potrebbe avvicinarsi a una soluzione concreta.
offerta sull’uranio arricchito al 60%
Come gesto di apertura alle trattative, Teheran ha proposto di diluire l’uranio arricchito al 60% come dimostrazione della disponibilità a scendere a compromessi su temi correlati al programma. L’offerta riguarda anche altre questioni legate al dossier nucleare, inclusa la parte che riguarda le sanzioni e le modalità di discussione.
scorte di uranio altamente arricchito e negoziati
Per quanto riguarda le scorte di uranio altamente arricchito oltre i 400 kg, l’Iran ha dichiarato che è troppo presto per definire cosa potrà accadere nel corso dei negoziati su questa materia, lasciando aperta la discussione su eventuali misure di trasferimento o gestione delle scorte, come avvenuto in passato nel contesto degli accordi del 2015.
nominativi principali citati:
- Majid Takht-Ravanchi