Investire in fibra ottica moltiplica il Pil: ogni euro ne genera 4,4
La fibra ottica è considerata un elemento cruciale per l’era dell’Intelligenza Artificiale e della transizione verde, capace di garantire connettività avanzata, diritti di cittadinanza digitale e competitività del paese a livello internazionale. Questa prospettiva emerge dalla presentazione della ricerca “Fiber for human value” durante l’evento “Fiber Switch On: l’accesso al futuro è adesso” tenutosi all’Università Luiss Guido Carli di Roma.
fibra ottica come motore di sviluppo, inclusione e produttività
Lo studio evidenzia che la diffusione della fibra FTTH (fibra fino alle abitazioni) genera valore economico, sociale e occupazionale soprattutto nelle cosiddette aree bianche. In contesti periferici, dove l’investimento privato è stato limitato, l’infrastruttura realizzata tramite il Piano BUL ha dimostrato che per ogni euro investito si producono circa 4,4 euro di PIL, con un impatto complessivo di oltre 16 miliardi di PIL aggiuntivo e più di 250mila posti di lavoro generati finora. A questi si sommano oltre 5,3 miliardi di euro e novanta mila occupati legati agli investimenti infrastrutturali; il gettito fiscale ha aggiunto oltre 2,5 miliardi di euro di entrate per lo Stato.
fibra ottica e valore economico nelle aree bianche
Nel modello di sostituzione totale del rame con la fibra, l’impatto annuo sul PIL siaggira oltre 29 miliardi di euro, con circa 209.600 nuovi occupati. Secondo Marco Vulpiani, Senior Partner e Head of Deloitte Economics, la FTTH costituisce un motore di inclusione, produttività e sviluppo territoriale, favorendo smart working, innovazione imprenditoriale e modernizzazione dei servizi pubblici. La copertura resta cruciale per valorizzare territori e comunità locali, conciliando crescita economica e coesione sociale.
fibra ottica e sostenibilità energetica
Uno degli elementi chiave riguarda l’impatto ambientale: la migrazione al sistema a fibre riduce i consumi energetici, con stime che indicano una diminuzione dell’86% dei costi energetici, equivalenti alle emissioni annue di circa 80mila veicoli o al consumo energetico di 30mila abitazioni. Michela Meo, Professoretta di Telecomunicazioni al Politecnico di Torino, sottolinea che ogni ritardo nel completamento della migrazione comporta costi energetici e ambientali derivanti dal mantenimento di tecnologie obsolete, trasformando lo switch-off del rame in una questione di sostenibilità oltre che tecnologica.
fibra ottica, adozione e competenze digitali
Le conclusioni dell’indagine della Luiss indicano che la fibra è un bene d’esperienza: il valore è pienamente apprezzato solo con l’uso, traducendosi in incrementi di produttività e miglioramento della qualità della vita. L’Italia, pur avendo una copertura infrastrutturale elevata (circa 71%), mostra un tasso di adozione limitato (circa 25% secondo DESI 2025) dovuto a barriere culturali e a una competenza digitale deficitaria (45,75% rispetto al 55,6% della media UE). Tra le imprese, solo ~36% adottano FTTH, ma quelle che lo fanno registrano una crescita di fatturato e organico superiore al 20% rispetto alla media. Nella pubblica amministrazione, enti connessi in FTTH mostrano una competenza tecnica significativamente superiore (≈ 81,3% contro 51,9%% degli enti non FTTH).
fibra ottica e politiche pubbliche: transizione e alfabetizzazione digitale
La ricerca indica una necessità strategica a livello Paese di accompagnare la dismissione del rame con un percorso di alfabetizzazione digitale e un aumento dell’adozione dei servizi digitali. Alessio Butti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica e alla transizione digitale, rileva che la copertura della fibra fino alle abitazioni ha superato, a livello nazionale, fasi significative: oltre 78% delle famiglie è raggiunto, pari a circa 18,4 milioni di nuclei familiari. Questo avanzamento poste in essere una traiettoria europea di miglioramento entro il 2026, ma resta prioritario superare le barriere all’adozione attraverso un rafforzamento delle competenze digitali e una valorizzazione delle reti come piattaforme per servizi pubblici digitali avanzati.
Oltre ai dati nazionali, l’eventuale sostituzione del rame con la fibra è stata presentata come opportunità di crescita diffusa e sostenibile, in grado di potenziare non solo la produttività ma anche la qualità della vita, riducendo divari territoriali e sostenendo lo sviluppo di imprese e servizi pubblici digitali.
Tra i protagonisti presenti nell’evento, i relatori e i rappresentanti principali hanno contribuito con contributi di rilievo, tra cui:
- Paolo Boccardelli, Rettore della Luiss
- Enzo Peruffo, Prorettore alla Didattica Luiss e Direttore del Centro di Ricerca in Strategic Change “Franco Fontana”
- Davide Quaglione, Professore di Economia Applicata, Università degli Studi Chieti – Pescara
- Michela Meo, Professoressa di Telecomunicazioni, Politecnico di Torino
- Marco Vulpiani, Senior Partner, Head of Deloitte Economics
- Lucrezia Busa, Head of Unit B3 “Markets, Competition & Roaming” - DG CNECT
- Giacomo Lasorella, Presidente Agcom
- Alessio Butti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’Innovazione tecnologica