Indagato ammette parte delle accuse, poi si rifiuta di parlare nel caso dei tre cacciatori uccisi
Un fatto di sangue ha interessato la zona di Montagnagrande: il 28 gennaio, nel bosco tra Montagnareale e Patti, tre cacciatori sono stati uccisi. Le vittime sono Davis Pino, Giuseppe Pino, entrambi di San Pier Niceto, e Antonio Gatani, residente a Patti. La ricerca della verità è affidata alla Procura di Patti, con riferimenti a un bracciante agricolo di 52 anni identificato tra gli indagati. Le condizioni del caso hanno visto inizialmente una confessione, poi una scelta di silenzio.
omicidio dei tre cacciatori nel bosco di montagnagrande
Secondo le prime ricostruzioni, i tre uomini erano impegnati in attività venatoria, condividendo la passione per la caccia al cinghiale nero dei Nebrodi, proprio nella contrada Caristia dove sono stati rinvenuti i corpi. L’indagato è stato associato all’episodio fin dall’immediato, essendo amico di Gatani e presente quella mattina.
dinamiche iniziali e dichiarazioni
la confessione iniziale dell’indagato
La persona informata sui fatti ha ammesso di trovarsi all’alba presso la casa di Gatani e di aver seguito un percorso che sarebbe culminato nell’azione violenta. Dopo aver accompagnato Gatani a recuperare il cane da caccia, ha dichiarato di essersi allontanato a causa della pioggia, per poi riconfermare di aver partecipato all’episodio.
il silenzio successivo e la posizione degli avvocati
Successivamente, richiedendo la presenza di un legale, l’indagato ha scelto di non fornire ulteriori chiarimenti. Nei giorni successivi è stato nuovamente ascoltato come indagato, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere. Sono in programma ulteriori interrogatori, mentre restano in corso esami balistici affidati al Reparto Investigazioni Scientifiche.
stato delle indagini ed esami balistici
Le indagini includono controlli su fucili, cartucce, proiettili, scarponi, vestiario e un tampone per residui di polvere da sparo. I rilievi balistici sono ritenuti fondamentali dal Procuratore di Patti, che presto lascerà l’ufficio per assumere una nuova funzione in un’altra sede. Il tampone eseguito sul sospetto, il giorno successivo all’episodio, potrebbe non risultare decisivo poiché l’indagato è appassionato cacciatore e aveva precedentemente utilizzato l’arma.
La dinamica degli eventi indica che i tre individui coinvolti erano legati dall’atto venatorio e dall’amicizia comune con Gatani, e che i corpi sono stati trovati in contrada Caristia, entro i confini naturali dei Nebrodi. Finora, la situazione giudiziaria si è sostanzialmente focalizzata sulla figura dell’indagato, che resta al centro della verifica della veridicità delle dichiarazioni iniziali e delle prove balistiche in corso.
conclusioni e stato probatorio
Le certezze al momento restano legate all’esistenza delle tre vittime e all’identità dell’indagato, con la fase procedurale che procede verso ulteriori accertamenti e confronti tecnico-scientifici. Il quadro probatorio è destinato a evolvere con i risultati degli accertamenti balistici e con eventuali ulteriori dichiarazioni o rivelazioni da parte della difesa e degli altri soggetti coinvolti.
Nomi dei soggetti coinvolti nel caso:
- Davis Pino, 26 anni, di San Pier Niceto
- Giuseppe Pino, 44 anni, di San Pier Niceto
- Antonio Gatani, 82 anni, di Patti
- A. S., 52 anni, bracciante agricolo, indagato per omicidio