Il trittico di Spinello Aretino torna a splendere alla Galleria dell'Accademia
Il trittico di Spinello Aretino, dipinto su tavola a fondo oro e firmato nel 1391, torna a risplendere nelle sale della Galleria dell’Accademia di Firenze dopo un intervento di restauro accompagnato da una campagna diagnostica completa. L’operazione consente di leggere con maggiore chiarezza la scena centrale e di apprezzare l’evoluzione stilistica della pittura toscana tra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento, offrendo al pubblico una visione rinnovata della tavola e delle sue relazioni iconografiche.
trittico di spinello aretino: restauro completo e mostra dedicata
La restituzione dell’opera è stata accompagnata da un percorso espositivo che mette in luce le fasi dell’intervento. L’allestimento, progettato per evidenziare il lavoro conservativo e le scelte metodologiche, invita i visitatori a comprendere la contrapposizione tra i pannelli laterali, che omaggiano Sant’Andrea, e l’elemento centrale raffigurante la Madonna con il Bambino in trono e i quattro angeli, inseriti tra i Profeti Geremia e Mosè.
trittico di spinello aretino: processo diagnostico
Le indagini diagnostiche hanno distinto gli interventi successivi dalle parti originarie, hanno evidenziato il disegno preparatorio e hanno fornito dati sui pigmenti impiegati dall’artista. È stato possibile rilevare la presenza di depositi superficiali, stuccature e ridipinture che hanno compromesso la leggibilità dell’immagine originale.
risultati chiave del restauro
La pulitura è stata realizzata gradualmente, rimuovendo polveri, vernici e leganti alterati. La rimozione delle ridipinture ha consentito di recuperare il blu originale del manto della Madonna, ottenuto con azzurrite e oltremare naturale. L’intervento sul supporto ligneo ha previsto l’allineamento delle assi, l’inserimento di nuove traverse in castagno e l’ancoraggio elastico tramite molle coniche. L’insieme ha ripristinato la brillantezza cromatica e la leggibilità dei panneggi e degli incarnati, valorizzando la dinamica luministica tipica della pittura di Spinello Aretino.
trittico di spinello aretino: allestimento e workflow scientifico
Il progetto di allestimento è stato curato dagli architetti Claudia Gerola, Barbara Francalanci e Roberto Lembo, mentre l’esecuzione del restauro è stata affidata a Andrea e Lucia Dori. L’intervento sul supporto ligneo è stato affidato a Roberto Buda; le indagini diagnostiche sono state realizzate da Ottaviano Caruso. La direzione scientifica è stata affidata a Elvira Altiero ed Eleonora Pucci, che hanno coordinato le fasi operative e documentato la storia conservativa del dipinto.
All’interno dell’esposizione, a cura delle funzionarie della Galleria dell’Accademia di Firenze e dei Musei del Bargello, si propone un racconto visivo completo delle diverse fasi dell’intervento, accompagnato da testi e immagini di approfondimento e da un video che ripercorre la conservazione nel suo percorso storico.
trittico di spinello aretino: contesto storico e caratteri artistici
Spinello di Luca, noto come Spinello Aretino per le origini aretine, fu protagonista della pittura toscana tra la fine del Trecento e gli inizi del Quattrocento. Realizzò tavole d’altare e cicli affrescati che contribuirono al rinnovamento del linguaggio figurativo dell’epoca. Il trittico, dipinto su tavola a fondo oro, fu commissionato dal mercante lucchese Paolino di Simonino di Bonagiunta per l’oratorio di Sant’Andrea a Lucca. I santi raffigurati sui pannelli laterali omaggiano Sant’Andrea e il patronato del donatore e dei suoi fratelli, offrendo una chiave di lettura della committenza e della circolazione artistica tra Lucca, Pisa e Firenze.
Nel 1850 l’opera rischiò di essere esportata all’estero a seguito di una vendita illecita, ma l’intervento del governo toscano garantì l’assegnazione definitiva alla Galleria dell’Accademia di Firenze.
Prima dell’intervento recente, il dipinto presentava condizioni di forte alterazione: depositi superficiali, stuccature protratte e mancanze del supporto, oltre a ridipinture che compromettevano la leggibilità del dipinto. Le ricerche diagnostiche hanno identificato i materiali e i pigmenti originali, fornendo una base per un restauro orientato al recupero della resa cromatica originale e della chiarezza formale dell’immagine.
Questo lavoro ha mirato al recupero delle parti originarie e al ripristino di equilibrio visivo del trittico, con interventi reversibili e riconoscibili da vicino ma discreti nella visione d’insieme. La rimozione delle ridipinture e la prima pulitura hanno permesso di restituire l’accuratezza della lettura iconografica e la qualità del disegno preparatorio.
La monatizzazione delle fasi di conservazione ha evidenziato come lo studio e la collaborazione tra istituzioni museali possano offrire una esperienza critica al pubblico, valorizzando la complessità della storia e della tecnica pittorica.
personaggi principali coinvolti
- Spinello Aretino (Spinello di Luca)
- Andreina Contessa
- Elvira Altiero
- Eleonora Pucci
- Ottaviano Caruso
- Andrea Dori
- Lucia Dori
- Roberto Buda
- Claudia Gerola
- Barbara Francalanci
- Roberto Lembo


