Equidi riconosciuti come animali d'affezione: bene la proposta bipartisan, ma servono ulteriori miglioramenti
Nell’orizzonte di tutela degli equidi in Italia, si delineano progressi concreti insieme a criticità che richiedono attenzione nell’attuazione di nuove norme. L’attenzione pubblica si concentra sull’obiettivo di riconoscere gli equidi come animali d’affezione, accompagnato da riflessioni operative su tracciabilità, controlli e risorse destinate ai centri di recupero.
macellazioni di equidi in italia: dati recenti e trend
Nel 2025 sono stati registrati 22.854 equidi macellati, con una ripartizione geografica che privilegia la Puglia (circa un terzo del totale), seguita da Emilia Romagna e Veneto. Dei totali, 14.713 provengono da allevamenti italiani e 8.141 dall’estero. Il dato del 2024 evidenzia numeri simili, con una consistenza leggermente diversa per regione e provenienza: 23.374 equidi complessivi, 32% in Puglia, 20% in Veneto e 19% in Emilia Romagna, con 13.192 provenienti dall’Italia e 10.182 importati.
dati regionali e nazionali
La distribuzione mostra una certa concentrazione nelle stazioni di macellazione regionali, con una quota significativa legata a attività e processi di approvvigionamento locali e internazionali. Questi elementi costituiscono una base per comprendere l’andamento annuo e per valutare l’impatto delle politiche di tutela sugli animali coinvolti lungo la filiera.
criteri di controllo e rischi legati alla tracciabilità
Uno degli snodi principali riguarda l’efficacia dei controlli dell’anagrafe equina: è necessario migliorare la trasparenza e la tempestività dei dati per ridurre le possibilità di macellazioni clandestine, fenomeno che emerge anche da operazioni di polizia e procedimenti giudiziari ancora in corso. Inoltre, è fondamentale definire con chiarezza termini come stress e dolore per evitare interpretazioni ambigue che possano attenuare l’efficacia delle norme.
finanziamento, centri di recupero e gestione dei cavalli sottratti
La progettualità legislativa prevede l’istituzione di un Fondo per la riconversione degli allevamenti e l’eventuale affidamento ai centri di recupero dei cavalli sottratti alla macellazione. A oggi, però, associazioni come quella impegnata nella tutela degli equidi segnalano la assenza di fondi pubblici per i centri che gestiscono animali salvati, anche quando tali animali sono stati affidati da Procure e Tribunali.
ruolo delle associazioni di tutela e articulationi parlamentari
La prospettiva normativa è stata accolta favorevolmente da organi di tutela come IHP Italian Horse Protection, che celebra l’avvio dell’iter parlamentare della proposta di legge a firma di Michela Vittoria Brambilla, incardinata presso la commissione Agricoltura della Camera. Il testo, frutto di un intervento bipartisan, prevede la riconsiderazione degli equidi come animali d’affezione e integra osservazioni formulate in anni di attività sul campo.
In chiusura, il dibattito rimane centrato sull’equilibrio tra tutela animale, pratiche tradizionali e disponibilità di risorse per l’attuazione delle nuove misure, con l’obiettivo di ridurre le macellazioni clandestine e migliorare la gestione complessiva della filiera equina.
persone chiave coinvolte
- Sonny Richichi — presidente di IHP Italian Horse Protection
- Michela Vittoria Brambilla — onorevole firmataria della proposta di legge
