Domenica in piazza ad Alessandria per il Centro Antiviolenza Me.dea: "Il consenso non si tocca
Una mobilitazione pubblica si sta consolidando ad Alessandria per difendere la centralità del consenso nel dibattito sul Ddl Stupri. Promossa dal Centro Antiviolenza me.dea in collaborazione con la Rete D.i.re e altre realtà femminili e cittadini, l’iniziativa punta a mettere al centro una lettura chiara e univoca della violenza sessuale: senza consenso non può esserci alcuna legittima relazione sessuale. L’appuntamento è fissato per la domenica alle ore 12 in piazza della Gambarina, con una cornice di presenza attiva, esposizioni e interventi.
ddl stupri: mobilitazione permanente in piazza
La manifestazione si svolge nel contesto di una mobilitazione permanente contro il Ddl Stupri, che le realtà promotrici descrivono come una modifica capace di eliminare la centralità del consenso libero e attuale. Secondo le associazioni, la proposta sostituirebbe il concetto di consenso con una valutazione della volontà contraria all’atto sessuale basata sulle circostanze concrete del caso. Le enfatizzazioni poste in primo piano riguardano la necessità di mantenere il consenso come punto di partenza imprescindibile: senza consenso è violenza, senza consenso è stupro.
contesto, protagonisti e obiettivi
All’iniziativa partecipano me.dea e la Rete D.i.re, insieme ad altre associazioni femminili e a cittadini interessati alla difesa dei diritti, per offrire una lettura unanime del tema. Il messaggio è orientato a preservare le tutele delle persone, segnalando che la modifica proposta potrebbe incidere sulla percezione del consenso in situazioni complesse di potere o pressione.
luogo, orario e contesto commemorativo
Durante l’evento verrà esposto uno striscione. Le operatrici e le volontarie interverranno per esprimere la posizione sul provvedimento e sulle possibili conseguenze normative. L’iniziativa richiama l’anniversario della legge n. 66 del 15 febbraio 1996, che ha riconosciuto la violenza sessuale come delitto contro la persona.
contenuti chiave del dibattito
Il dibattito ruota attorno al principio fondamentale che il consenso libero e attuale debba rimanere la base delle verifiche legali. Le associazioni indicano che una lettura orientata a valutare la volontà contraria all’atto sessuale, senza considerare la dinamica concreta della relazione, potrebbe generare ambiguità e rischi di violenza non autenticamente riconosciuta. In questa cornice, la presa di posizione delle operatrici e delle volontarie è chiara nella difesa del consenso come criterio primo e imprescindibile per evitare episodi di violenza sessuale.
Figura di rilievo citata nell’ambito del dibattito:
- Giulia Bongiorno