Discorso di Draghi all'Università di Lovanio: "L'ordine globale è fallito

• Pubblicato il • 4 min
Discorso di Draghi all'Università di Lovanio: "L'ordine globale è fallito

Fin dall’istituzione, l’ordinamento giuridico internazionale sostenuto dal diritto e da istituzioni credibili ha definito una cornice comune in cui pace e prosperità possono germogliare. Nessuno Stato europeo possedeva da solo la capacità di difendersi, perciò la sicurezza è stata plasmata dall’azione congiunta degli alleati occidentali. Insieme, e con la collaborazione degli Stati Uniti, è stato possibile affrontare minacce e mantenere una stabilità che ha favorito l’apertura economica come fondamento della crescita e dell’influenza europea. Questo modello, grazie ai vantaggi reali che ha prodotto, ha sostenuto percorsi di sviluppo economico e di progresso sociale: per l’ordine transatlantico come per l’Europa, e per i paesi in via di sviluppo che hanno partecipato all’economia globale contribuendo a togliere milioni di persone dalla povertà.

europa potenza: dall’ordine globale alle nuove dinamiche di commercio e sicurezza

Il crollo dell’ordine globale non deriva da un’illusione strutturale, ma dai limiti nel correggerne le irritazioni. Con l’ingresso della Cina nell’OMC, i confini tra commercio e sicurezza hanno iniziato a divergente discernimento: il commercio si è allontanato dal modello di scambio basato sul vantaggio comparato, e alcuni paesi hanno perseguito il vantaggio assoluto con politiche mercantiliste, imponendo a partner una deindustrializzazione non uniforme. Di conseguenza, i guadagni non sono stati distribuiti in modo omogeneo e sono emersi contraccolpi politici significativi. L’interdipendenza, una volta vista come strumento di contenimento reciproco, è diventata leva e strumento di controllo, e la governance multilaterale ha mostrato lacune nel fronteggiare gli squilibri e nel riconoscere le dipendenze come elementi strutturali.

europa potenza: le minacce e le strade per la resilienza

La minaccia principale non è data dal solo crollo di un vecchio ordine, ma dalla RW di un sistema che potrebbe sparire o essere sostituito da forme di collaborazione meno stabili. Gli Stati Uniti, con una postura che enfatizza i costi sostenuti dall’azione passata, impongono dazi all’Europa, tutelano interessi territoriali e mostrano che la frammentazione interna dell’Europa può facilitare i propri obiettivi. Parallelamente, la Cina controlla nodi cruciali nelle catene di approvvigionamento globali ed è pronta a utilizzare questa leva: saturando mercati, ritardando input essenziali e trasferendo oneri agli altri per contenere i propri squilibri. In questo contesto, l’Europa rischia di diventare subordinata, divisa e deindustrializzata se non partecipa attivamente a una ridefinizione delle alleanze e delle strutture di fornitura.

La via più efficace per l’Europa è quella di consolidare accordi commerciali con partner che condividono valori fondamentali e offrono diversificazione, rafforzando, al contempo, la posizione nelle catene di approvvigionamento dove l’Europa detiene ruoli chiave. Nel 2023 l’Unione europea si è attestata come il maggiore esportatore e importatore di beni e servizi a livello mondiale, con flussi intorno ai 3.6 trilioni di euro, e ha stabilito rapporti commerciali significativi con oltre settanta paesi. In settori strategici, le aziende europee controllano una quota significativa di capacità critiche, come la litografia ultravioletta estrema, componente essenziale per la produzione di chip avanzati, e coprono una parte rilevante della produzione di velivoli commerciali; progettano motori che alimentano la maggioranza dei mezzi di trasporto globali.

In questa cornice, la funzione degli accordi commerciali non è solo orientata alla crescita, ma possiede una dimensione strategica: rafforzare la posizione europea e riallineare le relazioni nel contesto in cui commercio e sicurezza non coincidono più automaticamente.

europa potenza: dalla confederazione alla federazione

La realtà mostra che aggregare paesi di piccole o medie dimensioni non è sufficiente per creare un blocco capace di determinare regole e possessi. La forza reale nasce dall’unità federale: dove l’Europa ha federato il commercio, la concorrenza e il mercato unico, è considerata e negoziata come un’entità unica. In tali ambiti si registrano i progressi degli accordi in corso con l’India e l’America Latina; dove tale federazione non è stata realizzata, l’Europa rischia di apparire come un’assemblea di stati, ciascuno con propri calcoli e diritto di veto, esposta a isolamenti successivi.

Il passaggio dalla confederazione a una federazione è essenziale per il potere europeo: un’Europa unita nel commercio e coesa nelle sue politiche monetarie e competitive è riconosciuta come interlocutore autorevole e negoziatore efficace. L’obiettivo non è semplicemente rafforzare il mercato unico, ma riallineare la posizione europea nel panorama globale, dove la convivenza tra commercio e sicurezza resta critica.

La strada verso un’unione più solida non può prescindere dall’azione comune: decisioni condivise, solidarietà operativa e la capacità di sopportarne le conseguenze insieme generano la condizione per interventi più incisivi in futuro. Un’Europa che agisce insieme, con scelte strategiche, può trasformare le proprie vulnerabilità in punti di forza e ridefinire il proprio ruolo nel nuovo ordine globale.

Per te