Cristo compianto: il capolavoro restaurato in mostra a Ovada

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Cristo compianto: il capolavoro restaurato in mostra a Ovada

Un dipinto di valore storico-artistico torna a dialogare con la comunità di Ovada: il Compianto sul Cristo morto è al centro di un appuntamento che unisce restauro, storia e valorizzazione dei beni diocesani. L’evento offre un quadro preciso della datazione, della scuola pittorica di riferimento e delle ipotesi interpretative legate all’origine dell’opera, offrendo anche una lettura delle ragioni che hanno guidato il recupero conservativo.

compianto sul cristo morto: restauro e presentazione

Il dipinto restaurato sarà presentato alla cittadinanza sabato 28 febbraio alle 16, all’interno della biblioteca dell’Istituto Madri Pie recentemente intitolata alla memoria di madre Carla Ballarati. Relatori previsti includono Massimilano Caldera, responsabile della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo; Franco Boggero, storico dell’arte; Claudia Maritano, restauratrice; e Paolo Bavazzano, storico e già presidente dell’Accademia Urbense. L’incontro sarà aperto dai saluti di Madre Flavia Macciò, Luciana Repetto e Stella Pintore, responsabile dell’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali. Il recupero dell’opera fu a lungo sollecitato dall’artista Franco Resecco.

compianto sul cristo morto: contesto storico e intervento conservativo

breve quadro sull’intervento

Il restauro è stato finanziato in buona parte dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, permettendo di approfondire la datazione e di collocare l’opera all’interno di una precisa scuola pittorica. L’intervento ha restituito leggibilità e resa cromatica originarie, con una valorizzazione delle dinamiche compositive.

compianto sul cristo morto: ipotesi sull’origine e provenienza

connessioni storiche e attribuzioni

Un aspetto di particolare interesse riguarda l’evoluzione della destinazione dell’opera alle Madri Pie: secondo gli studi, l’opera potrebbe essere legata alla famiglia Spinola. Si ipotizza che fu la marchesa Giulia Fieschi Spinola a destinare una consistente dote all’ordine verso la fine del Settecento, facilitando successivamente l’insediamento delle Madri Pie a Ovada nel 1826. L’evento rientra in un percorso di valorizzazione dei beni della Diocesi e della loro corretta collocazione storico-artistica.

compianto sul cristo morto: partecipanti e ospiti

Oltre ai relatori, l’incontro prevede la partecipazione di figure legate al contesto culturale e storico della zona, con interventi mirati alla lettura dell’opera, alle tecniche di restauro e alle prospettive sulla provenienza.

persone presenti all’iniziativa

  • Massimilano Caldera – responsabile della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo
  • Franco Boggero – storico dell’arte
  • Claudia Maritano – restauratrice
  • Paolo Bavazzano – storico e già presidente dell’Accademia Urbense
  • Madre Flavia Macciò – referente dell’Istituto Madri Pie
  • Luciana Repetto – referente dell’Istituto Madri Pie
  • Stella Pintore – responsabile dell’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali
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