Consenso è tutto": manifestazione Me.dea ad Alessandria contro la violenza

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Consenso è tutto": manifestazione Me.dea ad Alessandria contro la violenza

La discussione pubblica sul consenso nel Ddl stupri è al centro di una mobilitazione che mette in evidenza l’autodeterminazione delle vittime e la necessità di preservare il significato originario della legge. In Alessandria, un centro antiviolenza esprime un messaggio chiaro dall’atrio di Palazzo Guasco, richiamando l’attenzione sul tema e sulle implicazioni normative in discussione.

consenso nel ddl stupri: dibattito e posizioni

All’esterno di Palazzo Guasco, sede del centro antiviolenza Me.dea, è visibile uno striscione con la dicitura «Senza consenso è stupro», accompagnato dall’attenzione per la riforma in corso. Il dibattito ruota attorno a una modifica che, secondo le associazioni, rischia di togliere centralità al consenso libero e attuale enunciato dalle norme vigenti e dalla giurisprudenza.

La cornice normativa internazionale e la Cassazione hanno tradizionalmente indicato il consenso libero e attuale come fondamento dell’atto. Il testo approvato all’unanimità dalla Camera aveva integrato questa centralità, ma una modifica in Commissione Giustizia al Senato ha spostato l’attenzione verso la volontà contraria all’atto, anziché sul consenso esplicito. Secondo l’associazione Me.dea, tale scelta segna un passo indietro culturale e giuridico e potrebbe spostare l’onere probatorio sull’offesa, richiedendo una dimostrazione di dissenso molto meno evidente.

La prospettiva esposta critica la possibilità di vivacizzare la vittimizzazione secondaria e di comprimere la libertà delle donne di reagire in modo spontaneo nell’ottica processuale. La riflessione si concentra quindi sull’importanza del consenso come punto di partenza indispensabile per valutare la violenza sessuale.

mobilitazione permanente e prossimi appuntamenti

In occasione del trentesimo anniversario della legge del 1996, la mobilitazione vede la partecipazione di diverse realtà associative. Il sit-in cittadino è stato promosso in vista di ulteriori iniziative, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sul tema e di chiedere una riflessione collettiva sui principi di autodeterminazione delle vittime.

Lo stesso presidio evidenzia una rete di supporto che include protagonisti del volontariato e della tutela femminile. Il richiamo pubblico alle istituzioni rimane centrato sull’uso del consenso come criterio fondante e non come parametro residuale dell’azione violenta. L’iniziativa ha ricevuto anche il sostegno simbolico da parte di una tifoseria locale, che ha contribuito a sostenere lo striscione esposto in città.

prospettive delle associazioni e impegno continuo

Secondo la presidente del centro Me.dea, la violenza sessuale è un fenomeno strutturale legato a stereotipi dominanti e ai rapporti di potere, che può colpire anche quando la risposta è improntata a una situazione di pressione. In questa cornice, il consenso resta il punto di partenza per prevenire e contrastare ogni forma di violenza di genere, con una chiara attenzione al contesto sociale e giuridico in evoluzione.

La mobilitazione proseguirà con ulteriori appuntamenti pubblici, realizzando una continuità tra movimenti e reti territoriali che operano in difesa delle vittime e della loro autodeterminazione, e che chiedono percorsi giudiziari sensibili al tema del consenso.

Durante questa fase di sensibilizzazione, le associazioni ribadiscono l’esigenza di una cornice normativa che riconosca pienamente la centralità del consenso, evitando interpretazioni che possano indebolire la protezione delle vittime e alimentare situazioni di ambiguità nelle procedure legali.

Nomi citati nel contesto:

  • Sarah Sclazuero — presidente APS me.dea
  • Giulia Bongiorno — senatrice, relatrice
  • Zoe — giovane vittima

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