Code di 4 ore negli aeroporti UE per i extracomunitari

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Code di 4 ore negli aeroporti UE per i  extracomunitari

Il sistema di ingresso e uscita di Schengen, noto come Ees, è stato introdotto per rendere meno permeabili le frontiere interne all’Unione e contrastare l’immigrazione irregolare. La fase di implementazione progressiva ha già evidenziato criticità operative che si traducono in ritardi significativi ai controlli aeroportuali. L’attenzione delle associazioni di settore è ora rivolta alla necessità di intervenire con urgenza per prevenire disagi diffusi durante i mesi estivi e proteggere la fluidità di transito nei principali scali europei.

sistema ees: ritardi e criticità nei controlli di frontiera

La situazione attuale comporta tempi di attesa variabili, con code che talvolta superano le ore, soprattutto durante la stagione estiva. Le imprese del comparto evidenziano che l’Ees, nella sua fase di implementazione progressiva, registra ancora una registrazione parziale dei viaggiatori comunitari e di quelli provenienti da Paesi terzi, creando congestioni ai varchi di frontiera.

problemi chiave identificati dal settore

  • carenza cronica di personale nei controlli di frontiera
  • problemi tecnologici irrisolti, in particolare riguardo all’automazione delle frontiere
  • uso molto limitato dell’app di preregistrazione Frontex da parte degli Stati Schengen

conseguenze previste per l’estate

Se non si interviene con risorse adeguate, le registrazioni Ees obbligatorie ai varchi di frontiera durante i mesi di punta potrebbero generare tempi di attesa fino a 4 ore o più, con particolare impatto a luglio e agosto.

richieste e orientamenti delle associazioni

Le associazioni sollecitano la conferma della possibilità di sospendere parzialmente o totalmente l’Ees fino al 31 ottobre 2026, per concedere flessibilità operativa durante i periodi di maggiore affluenza. Inoltre, evidenziano che i meccanismi di sospensione potrebbero non essere più disponibili dall’inizio di luglio, lasciando incerta la gestione della flessibilità prevista dal Codice di controllo delle frontiere Schengen.

considerazioni delle parti interessate

Secondo i rappresentanti di settore, esiste una netta discrepanza tra la percezione istituzionale che l’Ees funzioni bene e la realtà dei viaggiatori extra-Ue, che incontrano ritardi e disagi evidenti. È richiesta una gestione più flessibile dell’Ees per reagire alle condizioni operative reali e per preservare la reputazione dell’Unione come destinazione efficiente e accogliente.

personaggi coinvolti nel dibattito:

  • Olivier Jankovec — direttore Generale di Aci Europe
  • Ourania Georgoutsakou — amministratrice delegata di A4E
  • Thomas Reynaert — vicepresidente senior per gli Affari Esteri di Iata
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