Centrodestra chiede revoca autotutela per ex Mensa Guala trasformata in Casa delle Donne
Nel contesto della gestione degli spazi pubblici al centro di Alessandria, l’assegnazione dell’ex Mensa Guala in via San Giovanni Bosco 28 al progetto denominato Casa delle Donne ha acceso un vivace dibattito istituzionale. L’attenzione è rivolta all’iter amministrativo, all’impatto sul patrimonio comunale e agli strumenti giuridici impiegati per disciplinare la destinazione dell’immobile, con particolare riguardo al meccanismo definito come patto per i beni comuni.
casa delle donne di via san giovanni bosco: stato e iter
Nella giornata odierna dieci consiglieri comunali di opposizione hanno presentato una richiesta formale di verifica della legittimità degli atti e di attivazione dei poteri di autotutela, indirizzata al Segretario Generale, al Presidente del Consiglio comunale, al Collegio dei Revisori dei Conti e, per competenze, alla Procura della Corte dei Conti. L’obiettivo è chiarire l’iter seguito per l’assegnazione dell’immobile attraverso un accordo denominato patto per i beni comuni e valutare se tale operazione presenti caratteri assimilabili a una concessione pluriennale.
una concessione pluriennale anziché un semplice patto, con una durata iniziale di nove anni e la possibilità di estensione fino a diciotto, su un bene di valore significativo del patrimonio pubblico, è al centro delle contestazioni. La ricostruzione degli atti intervenuti nell’autunno 2025 evidenzia la necessità di verificare coerenza, istruttorie adeguate e rispetto delle competenze degli organi, ponendo in discussione la mancanza di un passaggio deliberativo esplicito in Consiglio comunale.
Il tema riguarda anche la riclassificazione dell’immobile da patrimonio disponibile a indisponibile, con ulteriori interrogativi su costi potenziali per la collettività — utenze, manutenzioni, eventuali sgravi o correzioni finanziarie — e sul bilancio comunale in relazione alle attività di somministrazione alimentare previste dall’accordo approvato dalla Giunta.
punti di attenzione evidenziati
Tra gli elementi contestati emerge anche la percezione di un’operazione con effetti economici e patrimoniali di lungo periodo gestita al di fuori di una deliberazione consiliare esplicita, sollevando dubbi su competenze e responsabilità degli organi decisionali.
risposte politiche e prossimi passi
La questione potrebbe approdare in sede di controllo e verifica: la Commissione Controllo di Gestione è stata convocata per discutere la situazione e acquisire atti, pareri e stime al fine di assicurare trasparenza e responsabilità delle scelte intraprese. L’obiettivo dichiarato è fornire chiarimenti sui vincoli economici pluriennali e sui meccanismi di controllo, affinché sia garantita la piena conformità alle prerogative del Consiglio comunale.
In questa cornice, si preannunciano ulteriori atti di sindacato ispettivo e indirizzo politico, finalizzati a ottenere risposte pubbliche e puntuali sui profili di legittimità, sostenibilità economica, controlli e conformità alle prerogative consiliari.
tra i protagonisti delle posizioni espresse emergono figure politiche di rilievo, chiamate a confrontarsi sui principi di tutela del patrimonio pubblico e sulla gestione di spazi urbani sensibili:
- Emanuele Locci (FdI)
- Mattia Roggero (Lega)
- Vincenzo Demarte (Forza Italia)
- Luigi Sfienti (Per Alessandria)