Bocchino contro ANED: "Complici di Tito", la replica: "Oltraggio alla Resistenza

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Bocchino contro ANED: "Complici di Tito", la replica: "Oltraggio alla Resistenza

Nel contesto di una ricorrenza storica centrale per la memoria collettiva italiana, il tema della libertà di parola in sede istituzionale incontra la gestione della verità storica e della memoria pubblica. Il dibattito trae origine dalla possibilità o meno di far intervenire diverse voci durante momenti solenni dedicati al Giorno del Ricordo, con ripercussioni su come si raccontano eventi complessi del passato.

giorno del ricordo e libertà di parola

Durante una seduta solenne del consiglio regionale, sono emerse contestazioni che hanno acceso una discussione sul ruolo delle associazioni e delle figure esperte rispetto al racconto storico condiviso. Italo Bocchino ha denunciato ostacoli imputati all'ANED che, a suo avviso, avrebbero impedito la sua partecipazione come esperto nel confronto pubblico. Secondo le sue dichiarazioni, le dinamiche politiche di una parte della scena avrebbero favorito una censura di fatto contro la sua presenza, attribuendo ciò a una contingenza politica piuttosto che a una prassi istituzionale.

In risposta, l'ANED ha definito tali accuse come un grave oltraggio alla memoria della Resistenza, alla verità storica, alla Repubblica e ai valori dell’antifascismo. L’associazione ha sostenuto che negare spazio pubblico ai contenuti e alle testimonianze dei partigiani rappresenti una lettura distorta della democrazia italiana e della Costituzione.

Lorenzo Tombelli, presidente dell’ANED sezione Firenze, ha chiarito che i partigiani non vanno considerati una forza politica tra le altre, ma i fondatori morali e civili della Repubblica antifascista. Senza la Resistenza non esisterebbero le libertà di cui si discute e non esisterebbero le istituzioni nelle quali si pretende di intervenire. La rappresentazione della Resistenza come alleanza con altri regimi è stata qualificata come storicamente falsa e intellettualmente disonesta. Le vicende legate al confine orientale richiedono studio, rigore e rispetto, lontano da letture strumentali finalizzate a delegittimare l’antifascismo e chi conserva la memoria.

Una nota conclusiva ha sottolineato che l’uso politico e divisivo del Giorno del Ricordo rischia di compromettere il dialogo rispettoso necessario in contesti istituzionali. I luoghi di confronto devono restare habitat di rispetto della storia, della Costituzione e della memoria repubblicana.

figure coinvolte nel dibattito:

  • Italo Bocchino, giornalista e direttore editoriale del Secolo d'Italia
  • Lorenzo Tombelli, presidente ANED sezione Firenze
  • ANED, Associazione Nazionale Ex Deportati
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