Aumento di 5 euro sul costo delle sigarette: raccolte 25mila firme per la campagna
Una campagna di sensibilizzazione e raccolta firme promossa da istituzioni scientifiche italiane punta a introdurre un incremento di prezzo di 5 euro sui prodotti da fumo e da inalazione di nicotina. A un mese dal lancio, è già a metà percorso l’iter per presentare al Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare. La mobilitazione è sostenuta da Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom. Tutti i cittadini maggiorenni possono firmare tramite la piattaforma del ministero della Giustizia, utilizzando Spid, Cie o Cns.
5 euro contro il fumo: stato della raccolta firme a un mese dal lancio
Ad oggi sono state 25mila firme raggiunte su un obiettivo di 50mila firme necessarie per presentare la proposta di legge. L’iniziativa è promossa da gruppi scientifici e istituzioni che mirano a coinvolgere il Parlamento nel percorso legislativo. La campagna evidenzia che nel panorama italiano il prezzo delle sigarette è tra i più bassi d’Europa e che, secondo i promotori, l’aumento mirato dei costi potrebbe incidere in modo significativo sui comportamenti di consumo.
5 euro contro il fumo: impatti sanitari ed economici in italia
Secondo i promotori, in Italia si stimano oltre 93mila decessi all’anno attribuiti al consumo di tabacco. L’esposizione al fumo può far diminuire l’aspettativa di vita complessiva di circa 20 minuti per ogni sigaretta, e chi fuma nel corso della vita può perdere circa 10 anni. Si ritiene che un incremento del prezzo possa, nel medio periodo, determinare una riduzione del consumo fino al 37%, con conseguenti benefici sulla salute pubblica e sull’erario. In parallelo, le entrate fiscali generate dall’incremento potrebbero contribuire a finanziare il Servizio sanitario nazionale. I costi associati al fumo, sia diretti sia indiretti, sono stimati in circa 26 miliardi di euro.
È indicato che il costo relativo alle sigarette è tra i più bassi d’Europa, mentre la diffusione tra i giovani resta una priorità. Si osserva che un quarto degli adulti è tabagista e che il 10% degli under 19 fuma già regolarmente. Le promozioni normative nel tempo hanno introdotto misure restrittive, ma, secondo le associazioni promotrici, è necessaria un’azione economica per ridurre in modo sostanziale il numero di tabagisti.
Il fumo è indicato come la principale causa di cancro prevenibile, estendendo la sua incidenza oltre il carcinoma polmonare a forme quali cavità orale, gola, esofago, pancreas, colon, vescica, prostata e rene, oltre a patologie respiratorie non neoplastiche e a un ruolo chiave nelle malattie cardiovascolari. Le promozioni sottolineano l’importanza della prevenzione per la salute collettiva.
5 euro contro il fumo: coinvolgimento della comunità scientifica e delle strutture sanitarie
La campagna ha già ottenuto il sostegno di 42 società scientifiche e istituzioni e di 22 associazioni e fondazioni. Tra i centri che hanno aderito figurano Humanitas, Pascale di Napoli, l’Istituto nazionale tumori di Milano e l’Istituto oncologico veneto. Accanto a questi, si fa riferimento a diverse società professionali nel campo della cardiologia, pneumologia e ginecologia. Le promotrici evidenziano che si tratta di una battaglia di civiltà orientata alla prevenzione, con adesioni significative in tempi ristretti.