Alchimia Ginori 1737-1896: arte e tecnica in mostra al MIC di Faenza

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Alchimia Ginori 1737-1896: arte e tecnica in mostra al MIC di Faenza

Una rassegna al Mic Faenza propone una lettura inedita della storia della ceramica Ginori, evidenziando tendenze tecniche, evoluzioni della decorazione e trasformazioni culturali che hanno accompagnato la produzione tra XVIII e XIX secolo. L’esposizione mette a tema la relazione tra creatività artistica e i limiti imposti dalla materia, offrendo un quadro articolato di come estetica, scienza e gusto della committenza si siano influenzati a vicenda nel tempo.

alchimia ginori 1737-1896. arte e tecnica in manifattura

La mostra, visitabile fino al 2 giugno al Museo internazionale della ceramica di Faenza, è organizzata dal Mic Faenza insieme alla Fondazione Museo Ginori. Le curatrici Oliva Rucellai e Rita Balleri guidano una selezione ampia di opere provenienti dalle collezioni del Museo Ginori e del Mic Faenza, offrendo una narrazione che mette in luce la dialettica tra innovazione tecnica e espressione artistica. Il percorso allineato alle dinamiche interne alla manifattura affronta anche la trasformazione del gusto della committenza nel corso dei secoli.

Si delinea così una lettura della storia della Ginori partendo dalla nascita della porcellana domestica, quando Carlo Ginori fondò la manifattura nel Settecento e dedicò sé stesso alla ricerca della ricetta dell’impasto. L’esposizione procede attraversando tappe dedicate alle sculture in porcellana, all’evoluzione della decorazione pittorica e alla progressiva estensione della tavolozza cromatica, raccontando le innovazioni introdotte da figure chiave come Carlo Leopoldo Ginori (fornace a quattro piani) e Giusto Giusti (chimico della manifattura che riscopre tecniche legate al lustro delle antiche maioliche rinascimentali).

percorso espositivo

Il percorso espositivo si sviluppa in sezioni che privilegiano la tensione tra tradizione e innovazione, tra la ricerca estetica e il progresso scientifico. I pezzi presentati documentano una progressiva modernizzazione della lavorazione ceramica e una sempre più ampia gamma di decorazioni, con un’attenzione particolare agli sviluppi introdotti dalla direzione artistica della manifattura.

La rassegna culmina nel passaggio dall’approccio artigianale a una rilevante articolazione industriale, lasciando intravedere l’evoluzione verso la casa produttrice Richard-Ginori e la produzione di porcellane elettrotecniche, spesso poco esposte in contesto museale. Il progetto curatoriale si propone inoltre di offrire una chiave di lettura della storia della manifattura Ginori attraverso le conquiste tecniche e le scelte di design che hanno segnato la produzione nel corso dei decenni.

informazioni pratiche

Dal 7 febbraio, ogni sabato alle ore 16, è prevista una visita guidata inclusa nel prezzo del biglietto. L’esposizione è visitabile fino al prossimo 2 giugno presso il Mic Faenza, con la partecipazione della Fondazione Museo Ginori e la collaborazione tra le due istituzioni per valorizzare la ricchezza delle collezioni legate alla ceramica italiana.

Questa iniziativa rientra nel programma di valorizzazione delle manifatture italiane legate alla ceramica, offrendo un’occasione unica per osservare gruppi scultorei di rilievo come Amore e Psiche, elementi caratteristici della produzione Ginori e fonte di particolare interesse storico e artistico.

La presentazione mette in luce il rapporto tra tecnica, decorazione e funzione, offrendo una visione completa delle tappe fondamentali che hanno accompagnato l’evoluzione della manifattura Ginori dai primi decenni del Settecento fino al XX secolo.

Nel testo si menzionano figure chiave legate alla manifattura e all’organizzazione della mostra. Di seguito un riepilogo dei nomi che emergono come protagonisti e interlocutori della ricostruzione espositiva:

  • Oliva Rucellai
  • Rita Balleri
  • Carlo Ginori
  • Carlo Leopoldo Ginori
  • Giusto Giusti
  • Claudia Casali
  • Richard-Ginori
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