Venezuela condanna i raid e accusa gli Stati Uniti di puntare al petrolio
In un contesto di tensioni crescenti, la Repubblica Bolivariana del Venezuela riferisce una risposta strutturata alle operazioni militari condotte contro il territorio nazionale, sottolineando la necessità di difendere sovranità, popolazione e istituzioni. L’approccio ufficiale privilegia una cornice giuridica e una cornice territoriale ben definite, annunciando misure immediate volte a garantire la stabilità interna e la tutela dei diritti fondamentali.
venezuela condanna gli attacchi e respinge l’intervento straniero
La comunicazione istituzionale descrive le azioni delle forze statunitensi come un’aggressione che ha interessato aree civili e militari di Caracas, nonché delle regioni di Miranda, Aragua e La Guaira. L’affermazione centrale è che l’azione rappresenti una violazione della Carta delle Nazioni Unite, con particolare riferimento alla sovranità degli Stati e al divieto dell’uso della forza. L’evento è ritenuto minacciare la pace e la stabilità regionali, esponendo a rischi la vita di milioni di persone.
Secondo la versione ufficiale, l’obiettivo dichiarato di tale intervento sarebbe acquisire risorse strategiche del Venezuela, tra cui petrolio e minerali, nel contesto di tentativi di sovvertire l’ordine politico. Dopo secoli di indipendenza, il popolo e il governo legittimo si schierano per difendere la sovranità e il diritto di decidere del proprio destino, respingendo ogni tentativo di forzato cambio di regime.
Il governo invita le forze sociali e politiche a mobilitarsi e a respingere l’intervento, sottolineando l’unità tra popolo, Forze Armate Nazionali Bolivariane e organi di sicurezza. Parallelamente, la Diplomazia Bolivariana di Pace dichiara intenzione di presentare denunce e richieste di responsabilità a livello internazionale, coinvolgendo il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il Segretario Generale, Celac e il Movimento dei Paesi Non Allineati.
maduro ordina misure di difesa e mobilitazione nazionale
Il presidente Nicolás Maduro ha autorizzato l’attivazione di piani di difesa nazionale nel pieno rispetto della Costituzione, della Legge sugli Stati di Emergenza e della Legge Organica sulla Sicurezza Nazionale. È stato firmato un decreto che dichiara lo stato di emergenza esterna su tutto il territorio, con l’obiettivo di proteggere i diritti della popolazione, assicurare il funzionamento delle istituzioni repubblicane e facilitare la transizione verso la mobilitazione armata.
Contestualmente, è stato disposto il dispiegamento del Comando per la Difesa Integrale della Nazione e delle strutture della Direzione per la Difesa Integrale in tutti gli Stati e comuni. Il testo richiama l’uso dell’autodifesa nei limiti dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite e ribadisce la disponibilità a coordinare azioni di difesa per salvaguardare popolazione, territorio e indipendenza. Si richiama la necessità di una risposta unitaria e coordinata tra le diverse componenti della vita pubblica per fronteggiare l’aggressione.
diplomazia bolivariana di pace e azioni internazionali
Parallelamente, la Diplomazia Bolivariana di Pace intende avanzare denunce nelle sedi internazionali competenti e sollevare questioni presso organismi multilaterali per ottenere condanna e responsabilità. Gli sforzi si concentrano sul Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sul Segretario Generale e su reti regionali come Celac e il Movimento dei Paesi Non Allineati, con l’obiettivo di consolidare una risposta internazionale unitaria contro l’intervento e di favorire una soluzione basata sul diritto e sul dialogo.
In chiusura, si richiama l’unità nazionale e si invita a sostenere la difesa della sovranità, mantenendo fede al principio di autodeterminazione e promuovendo la solidarietà tra le nazioni dell’America Latina, dei Caraibi e oltre.
personaggi di rilievo menzionati
- Nicolás Maduro
- Hugo Chávez Frías