Val Sarmassa: due anelli tra boschi, vigneti e fossili
L'esperienza descritta propone un viaggio a piedi tra natura, storia e geologia, offrendo panorami autentici e luoghi caratterizzanti del territorio. Un itinerario circolare che unisce sentieri, aree attrezzate e tracce di passato, pensato per chi ama camminare in ambienti protetti e conoscere curiosità locali.
val sarmassa: itinerario e curiosità
La camminata si svolge nella Riserva Naturale della Val Sarmassa, oggi parte integrante del Parco Paleontologico Astigiano. Il percorso, di circa 13 km in configurazione a due anelli, parte dal parcheggio La Rù lungo la strada provinciale 40, tra Vinchio e Cortiglione, sul crinale tra la Val Tiglione e la Val Marzano. La scenografia è arricchita da strutture come casòt, vigneti e boschi di castagni, lungo una traccia che alterna tratti in salita e discese tranquille. L’itinerario attraversa anche un paesaggio paleontologico e geologico, offrendo spunti di lettura del territorio attraverso rocce, conchiglie fossilizzate e pareti con tonalità giallastre.
descrizione dell’itinerario
Dal punto di partenza si accede alla riserva seguendo il filo delle vie alternative tra boschi di querceti e vecchie tracce di campagna. Lungo il cammino si incontrano spazi attrezzati, casòt e crocevia che guidano la percorrenza verso la sommità e poi verso il fondovalle. Il sentiero si snoda tra vigneti e boschi, offrendo scorci sul territorio circostante e su Cantina Vinchio-Vaglio situata lungo il crinale. Il primo anello si chiude tornando al punto di partenza, dopo aver attraversato un tratto panoramico in cresta e una discesa che risale tra boschetti e dolci saliscendi, fino a un bivio che riporta ai casòt e a una zona scavata nella roccia sabbiosa.
Il secondo anello riprende dalla provinciale 40 e si sviluppa verso sud, con una discesa iniziale al pilone votivo dedicato a Maria. Il percorso procede tra Case Serralunga e Belveglio, dove si incontra una cappella dedicata a Maria Assunta. Proseguendo si arriva a Vinchio e a un’area geologico-paleontologica, con pareti dove è possibile osservare affioramenti fossiliferi. L’itinerario continua lungo le pendici orientali, offrendo un’immersione nella storia geologica del luogo e conducendo, al termine, al rientro al parcheggio. Come tappa conclusiva, una postazione panoramica chiamata Big Bench rossa Barbera consente di ammirare un panorama ampio e suggestivo.
punti di interesse lungo l’itinerario
Durante il percorso si incontrano luoghi significativi come la quercia “La Rù”, citata da scrittori e leggende locali, e i casòt disseminati lungo la traccia. Il tracciato, ben segnalato e in parte sterrato, attraversa zone vitivinicole e aree geologicamente rilevanti, offrendo un intreccio tra natura, storia e geologia che arricchisce l’esperienza di cammino.
nominativi citati nel testo
Nel testo compaiono alcune figure e nomi significativi:
- Anna Maria Bruno
- Davide Lajolo
- Ariosto
- Clelia