Tragici biglietti nello zaino: cosa aveva scritto Annabella Martinelli prima di morire

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Tragici biglietti nello zaino: cosa aveva scritto Annabella Martinelli prima di morire

La scomparsa di Annabella Martinelli ha assunto nei giorni successivi contorni drammatici che hanno tenuto banco nell’attenzione pubblica. Si tratta di una ragazza di 22 anni di Padova, scomparsa all’inizio di gennaio e ritrovata senza vita in un’area boschiva. Il rinvenimento è stato segnalato da una donna che camminava con il cane e ha dato l’allarme alle autorità. Le prime valutazioni hanno indicato la presenza di elementi che hanno orientato l’indagine verso un grave gesto estremo.

ritrovamento e luogo del decesso

Il corpo è stato trovato impiccato a un albero tra i civici 1 e 3 di via Euganea Teolo, a circa un chilometro dal luogo dove era stata rinvenuta la sua bicicletta viola chiusa a chiave. L’intera area è stata oggetto di verifiche investigative volte a ricostruire gli ultimi movimenti della giovane. La sparizione era avvenuta il 6 gennaio, e, fin da subito, era stato notato il silenzio del telefono, spento nelle ore immediatamente successive alla scomparsa.

elementi raccolti durante le indagini

All’esame degli effetti personali sono stati rinvenuti bigliettini nello zaino che esprimevano l’intenzione di porre fine alla propria vita. Nel taccuino erano presenti disegni di animali e forme astratte, insieme a note compatibili con l’idea di un addio solitario, elementi già collegati a materiale trovato in casa a Padova. Le evidenze raccolte hanno contribuito a circoscrivere l’ipotesi principale delle autorità: si sospetta un suicidio piuttosto che un gesto commesso da terze persone.

esiti ufficiali e stato della salma

Le autorità hanno comunicato che non emergono elementi di responsabilità esterna, e che la linea d’indagine più plausibile resta quella del gesto estremo da parte della ragazza, con probabilità che la morte si sia verificata durante la notte tra il 6 e il 7 gennaio. La salma è stata trasferita all’obitorio di Padova per gli accertamenti funerari e le procedure di routine. Un riferimento in chiave temporale è rappresentato dall’ultimo contenuto pubblicato sulla piattaforma Threads, risalente al 10 ottobre, che riportava la frase “Questa non è la pace che conoscevo”.

Gli elementi finora raccolti hanno definito una cornice investigativa coerente con un gesto di autolesione, senza indicazioni di responsabilità di terzi. Le verifiche proseguiranno per confermare i contorni della situazione e per chiarire eventuali stati d’animo o segnali previo-scomparsa.

Tra le note ufficiali presenti nelle comunicazioni degli uffici competenti, la figura che ha espresso considerazioni chiave è Angelantonio Racanelli, procuratore capo.

  • Angelantonio Racanelli – procuratore capo
Polizia
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