Tragedia a Crans-Montana: brindisi, candele e l'incendio che ha ucciso i giovani

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Tragedia a Crans-Montana: brindisi, candele e l'incendio che ha ucciso i giovani

Durante la notte di Capodanno, nel locale Le Constellation a Crans-Montana, si è sviluppato un incendio di notevole intensità che ha causato un bilancio tragico e ha coinvolto numerosi giovani presenti. Le operazioni di soccorso e le verifiche sulle norme di sicurezza restano al centro delle indagini, in particolare per quanto riguarda le vie di fuga, la gestione delle uscite di emergenza e la natura dei materiali presenti nell’ambiente. Le informazioni disponibili permettono di ricostruire, entro i limiti delle evidenze finora acquisite, le fasi principali dell’evento, i riscontri ufficiali e le ricadute sui presenti, inclusi i connazionali coinvolti.

incendio al bar le constellation crans-montana: bilancio, cause e risposte delle autorità

Il bilancio provvisorio vede oltre 40 morti e più di 100 feriti, con diversi ragazzi italiani tra coloro che hanno riportato lesioni o risultano dispersi. Le autorità hanno escluso il dolo e hanno aperto un’indagine mirata a verificare il rispetto delle norme di sicurezza e la corretta gestione delle uscite di emergenza. Secondo le testimonianze raccolte, l’origine dell’incendio sarebbe legata a una scintilla proveniente da una candela applicata sulle bottiglie di champagne durante un brindisi, che avrebbe contatto con il soffitto rivestito in materiale fonoassorbente molto infiammabile, scatenando la prima fiammata.

Gli esperti hanno evidenziato la possibilità di un flashover, fenomeno nel quale un incendio localizzato evolve rapidamente in un rogo generalizzato con temperature estremamente elevate e accensioni simultanee di diversi materiali presenti. In tali condizioni, l’evacuazione risulta estremamente difficile, soprattutto in un ambiente con scale strette e spazi interni limitati. Il susseguirsi degli eventi ha complicato i soccorsi e ha ostacolato l’uscita delle persone all’interno.

l'evoluzione dell'incendio e il possibile flashover

Analisi delle testimonianze indica che, in pochi secondi dall’inizio delle fiamme, l’intero ambiente potrebbe essere stato coinvolto, con una propagazione rapida dovuta all’elemento di rivestimento interno e alle condizioni di scarsa ventilazione. Le immagini e i racconti raccolti descrivono una situazione in cui il fumo si è diffuso rapidamente e le persone hanno tentato di uscire, affrontando panico, rottura di finestre e difficoltà di accesso alle vie di fuga.

dinamiche interne e vie di fuga

Le testimonianze indicano scale strette e vie di fuga limitate nel seminterrato, elementi che hanno complicato l’evacuazione durante l’emergenza. L’intervento delle squadre dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine è stato rapido, ma la situazione ha determinato condizioni di pericolo per i soccorritori e per i presenti.

testimonianze chiave dei presenti

La descrizione degli eventi da parte di alcuni testimoni all’interno del locale ha evidenziato scene di panico e feriti, con persone che cercavano di mettersi in salvo tra urla, fumo e accensione di elementi presenti nell’ambiente. Gli intervistati hanno raccontato di una diffusione repentina delle fiamme e della necessità di rompere finestre per permettere l’evacuazione, nonostante l’intervento immediato dei soccorritori.

feriti e dispersi tra i connazionali

Secondo il ministro degli esteri, i dati in base all’unità di crisi della Farnesina e al consolato italiano a Ginevra indicano 19 italiani dispersi e una dozzina di feriti ricoverati in ospedali svizzeri. L’ambasciata a Berna ha riferito una prima stima di sei dispersi, precisando che l’elenco ufficiale non era ancora stato completato. Tra i feriti recenti, tre persone sono state trasferite in Italia con l’elicottero per essere ricoverate all’ospedale Niguarda di Milano; tra loro due sono minorenni di 16 anni. L’identificazione delle vittime è complicata dalle ustioni gravi e la procedura richiederà tempo per il riconoscimento.

risposte diplomatiche e gestione delle emergenze

Le autorità italiane hanno attivato una task force e una help line dedicata per assistere le famiglie e facilitare i contatti con i connazionali. È stata sottolineata la difficoltà di identificare le vittime a causa delle condizioni dei corpi e la complessità di riconoscerli in presenza di feriti senza documenti. Le procedure di identificazione e di assistenza ai familiari sono seguite con attenzione, e il personale di polizia scientifica è a disposizione per supportare l’indagine.

procedure di identificazione e assistenza familiari

Le autorità hanno evidenziato che il processo di identificazione richiederà giorni o settimane; il riconoscimento potrebbe richiedere metodi scientifici avanzati e tempo per ottenere conferme definitive. Nel frattempo, sono state messe in campo misure di supporto per le famiglie coinvolte e per i contatti dei connazionali all’estero.

figure istituzionali coinvolte

Nel contesto degli aggiornamenti ufficiali, alcune figure istituzionali hanno interagito per coordinare le informazioni e l’assistenza ai familiari.

  • Antonio Tajani
  • Gian Lorenzo Cornado

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