Toscana, stop al punteggio per anzianità di residenza nelle graduatorie case popolari
Una decisione della Corte Costituzionale elimina il criterio che premiava la presenza prolungata sul territorio per l’accesso agli alloggi di edilizia residenziale pubblica, stabilendo che la graduatoria non può basarsi sull’anzianità di residenza quando questa non rispecchia il reale stato di bisogno. Il verdetto ha dichiarato illegittimo l’Allegato B c-1) della legge regionale toscana 2/2019, richiamato dall’articolo 10 della stessa norma, che attribuiva punteggi crescenti in funzione della durata della presenza o dell’attività lavorativa sul territorio. Il tema centrale è la tutela del diritto all’abitazione come diritto sociale fondamentale e la necessità di collegare l’assegnazione a criteri di effettivo bisogno economico e sociale.
sentenza corte costituzionale e abolizione del punteggio per residenza storica
elementi della decisione
La Corte ha ritenuto illegittimo un sistema che assegnava punti in base alla durata di residenza anagrafica o occupazione sul territorio: 1 punto per tre anni, 2 per cinque, 3 per dieci, 3,5 per quindici e 4 punti per venti anni. Tale approccio attribuiva un peso eccessivo alla storia di presenza rispetto alle condizioni di bisogno effettivo, contravvenendo alla finalità primaria della gestione ERP.
impatti sul principio di accesso
Secondo la pronuncia, l’accesso all’alloggio non può essere subordinato alla mera storicità, ma deve rispondere a una valutazione concreta del bisogno economico e sociale. Il diritto abitativo è distinto da una premiazione della stabilità territoriale e richiede criteri orientati alla tutela dei nuclei in situazione di necessità.
conseguenze per i bandi e la gestione locale
applicazione e revisioni richieste
La Corte impone a Regione e Comuni toscani di rivedere immediatamente i propri regolamenti e bandi ERP, eliminando riferimenti al criterio della residenza prolungata. Le graduatorie dovranno fondarsi esclusivamente sulla valutazione della condizione di bisogno economico e sociale, allineandosi ai principi sanciti dalla sentenza.
contesto regionale e confronto tra politiche
Nell’ottica di un confronto tra politiche regionali, la Regione Emilia-Romagna ha annunciato un piano di ristrutturazione dell’edilizia pubblica pari a circa 300 milioni di euro. In Toscana, dati ufficiali indicano una gestione che lascia sfitti 4.682 alloggi popolari, ovvero quasi una casa su dieci rispetto al patrimonio disponibile.
posizioni delle parti sociali
commenti rilevanti
Unione Inquilini - Sezione Valdarno Inferiore celebra la sentenza come una correzione storica, sottolineando che l’unico criterio legittimo per le graduatorie ERP è la condizione di bisogno effettivo e attuale. L’organizzazione evidenzia la necessità di una revisione immediata dei bandi e dei regolamenti regionali, affinché le assegnazioni rispondano a necessità concrete e non a criteri di stazionamento territoriale.
La posizione espressa richiama inoltre l’allineamento delle politiche regionali al principio di equità, ponendo al centro la funzione primaria della casa come bene essenziale.
nominativi presenti nella fonte
- Luca Scarselli (Unione Inquilini - Sezione Valdarno Inferiore)
