Staffetta generazionale e nuove regole fiscali per rafforzare il management nelle PMI

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Staffetta generazionale e nuove regole fiscali per rafforzare il management nelle PMI

Il contesto economico italiano sta affrontando una convergenza di sfide: una riduzione della forza lavoro disponibile e un invecchiamento della popolazione attiva che incidono sulla vitalità produttiva. Tre leve strategiche delineate da Federmanager in collaborazione con l’Associazione Allievi della Scuola nazionale dell’Amministrazione descrivono un percorso orientato a preservare le competenze, accelerare la crescita delle nuove professionalità e ripensare la sostenibilità del welfare. Si tratta di una staffetta generazionale strutturata, di una managerializzazione diffusa delle pmi e di una riflessione mirata sulla base fiscale del futuro, tutte finalizzate a trasformare la dinamica occupazionale in un vantaggio competitivo.

work shortage e demografia: una nuova lettura del mercato del lavoro

Le previsioni di Istat ed Eurostat indicano che nei prossimi dieci anni l’Italia potrebbe perdere oltre 4 milioni di lavoratori, con effetti che potrebbero estendersi fino al 2050. Questa realtà richiede una lettura strutturale del fenomeno, non episodica, per evitare che la perdita di competenze si trasformi in una riduzione irreversibile di competitività.

Per rispondere a tale contesto si propone una staffetta generazionale strutturata, che favorisca la collaborazione tra management senior e giovani professionisti attraverso percorsi programmati di mentoring, advisory, temporary management e una maggiore flessibilità organizzativa.

L’obiettivo è mantenere attivo il capitale umano più esperto, accelerare la crescita delle nuove generazioni e ridurre la pressione sul welfare pubblico. Inoltre è cruciale spostare l’attenzione dal mero numero di occupati verso l’aumento del valore aggiunto per addetto, per sostenere produttività e competitività a fronte di una base occupazionale in evoluzione.

Un quadro di riferimento sottolinea la necessità di una managerializzazione di almeno 20mila pmi industriali e di servizi alle imprese, oggi ancora limitata ma con un potenziale di crescita significativo. Le aziende dotate di una leadership gestionale mostrano livelli di produttività allineati a quelli di Paesi europei avanzati, contribuendo in modo decisivo al Made in Italy sui mercati internazionali.

La riflessione sulla base fiscale del futuro emerge dal ragionamento che, con un incremento dell’automazione e dell’uso di sistemi digitali, una parte del valore prodotto potrebbe non tradursi immediatamente in occupazione. Diventa quindi essenziale discutere come tale valore possa contribuire in modo equo e sostenibile al finanziamento del welfare, evitando oneri sproporzionati sui lavoratori rimasti attivi.

La demografia prosegue la sua azione in modo graduale, ma gli effetti sul mercato del lavoro sono già tangibili. Le scelte da compiere requerano tempestività, coerenza e durabilità, per assicurare la continuità della competitività e la stabilità del sistema.

Queste considerazioni trovano sostegno nelle parole di chi guida Federmanager, che insiste sulla necessità di tradurre in azione concreta le analisi: una gestione lungimirante che accompagni l’evoluzione demografica e tecnologica.

  • Valter Quercioli — presidente di Federmanager

Nel corso dell’evento la figura di spicco è stata Valter Quercioli, presidente di Federmanager, la cui analisi ha ribadito l’importanza di decisioni tempestive e di scelte proiettate al medio e lungo periodo.

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