Sostegni continui per tutelare lavoro, imprese e territori: l'appello per le razze autoctone piemontesi
Il tema delle razze autoctone piemontesi viene analizzato in chiave regionale per verificare la necessità di strumenti chiari e tempi certi a sostegno del settore. L’attenzione è rivolta al Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027 e alle prospettive di intervento nel 2026, con particolare riguardo al comparto zootecnico della regione.
razze autoctone piemontesi: scenario economico e prospettive
razze autoctone piemontesi: contesto economico e occupazione
Nell’orizzonte piemontese l’allevamento bovino rappresenta un sistema economico diffuso, oltre una semplice produzione agricola. La razza piemontese è supportata da circa 270.000 capi iscritti al Libro genealogico e da oltre 4.500 aziende attive, costituendo l’ossatura della filiera della carne regionale.
La filiera della carne piemontese genera un valore stimato di oltre 900 milioni di euro all’anno, grazie al lavoro di consorzi e cooperative che hanno costruito un mercato riconoscibile, fortemente legato al territorio e alla qualità del prodotto.
Attorno al comparto ruota un network occupazionale di oltre 12.000 posti di lavoro, considerando allevamento, macellazione, trasformazione, trasporto e commercializzazione. Il ruolo è particolarmente decisivo nelle aree interne e di confine, dove l’allevamento spesso rappresenta l’unica attività economica stabile.
sfide economiche e costi di produzione
I costi di produzione hanno registrato aumenti significativi negli ultimi anni. Energia, mangimi e servizi veterinari hanno mostrato rialzi che, in alcuni casi, superano il 30%, rendendo complessa la programmazione degli investimenti e la sostenibilità delle aziende.
In aggiunta, la gestione delle razze autoctone comporta vincoli ambientali stringenti, in particolare in contesti collinari e montani, dove l’allevamento svolge anche una funzione di tutela del paesaggio e della biodiversità.
interventi csr 2023-2027 e necessità per il 2026
Nel contesto del CSR 2023-2027 è previsto che le misure operative continuino con tempi certi e risorse adeguate, al fine di garantire la continuità tecnica ed economica degli allevamenti. La prospettiva di un intervento nel 2026 è ritenuta essenziale per consentire alle imprese di pianificare l’attività e valorizzare la qualità e la biodiversità promosse dal programma.
risposte e prospettive della giunta regionale
La giunta regionale ha confermato l’impegno a proseguire un progetto di tutela avviato in passato, annunciando interventi mirati anche nel 2026. L’obiettivo è preservare un patrimonio economico e umano che coinvolge l’intero territorio regionale, assicurando lavoro, presidio del territorio e una filiera agroalimentare riconosciuta oltre i confini locali.
valorizzazione della filiera e ruolo delle aree interne
La filiera della carne piemontese si configura come un pilastro economico e sociale, capace di sostenere un numero significativo di imprese e famiglie. Il mantenimento di tale dinamica contribuisce al rafforzamento dei territori interni e di confine, nonché alla conservazione della biodiversità locale.
Nominativi principali citati nel dibattito
- Marco Protopapa