Sentenza storica della Corte Costituzionale sulla legge toscana per il fine vita
Nel quadro del diritto all’autodeterminazione al termine della vita, si registra una rilevante definizione giuridica della Corte costituzionale e una concomitante attenzione normativa a livello regionale. Il dibattito pubblico è guidato dall’esame dei profili giuridici della sentenza e dall’impegno di proporre regolamentazioni capaci di tradurre in pratica i principi sanciti dalla Consulta.
suicidio assistito: tempi, requisiti e responsabilità del servizio sanitario
La Corte chiarisce che i tempi nel percorso di accesso al trattamento sono essenziali per la tutela dei diritti della persona. I termini non scompaiono, ma si richiede che siano congrui, proporzionati e personalizzati, tenendo conto delle condizioni concrete del paziente. L’intero iter resta affidato al Servizio sanitario nazionale e ai servizi sanitari regionali, che devono verificare i requisiti, fornire farmaci e strumenti necessari e farsi carico dei relativi costi. Il fine vita non può essere affidato a iniziative private né risentire di disuguaglianze territoriali. Inoltre, le Regioni hanno la possibilità di intervenire per regolare l’organizzazione del servizio che offre l’accesso al suicidio assistito. La sentenza segna un passaggio significativo nel percorso dei diritti sul fine vita, chiarendo che l’inerzia del legislatore statale non può ostacolare l’effettiva attuazione dei diritti già ribaditi dalla giurisprudenza costituzionale.
In questo contesto, il lavoro delle associazioni e degli esperti mira a riprogettare i testi normativi in modo da allinearsi ai parametri indicati dalla Corte, favorendo la piena fruibilità della tutela su tutto il territorio nazionale.
prospettive legislative e iniziativa “liberi subito”
Secondo le dichiarazioni, si procederà a ripresentare le proposte di legge nelle regioni, adeguandole ai margini indicati dalla Corte costituzionale. L’obiettivo è garantire concretamente l’accesso all’aiuto medico per la morte volontaria in Italia, nel rispetto dei criteri definiti dall’ultima sentenza sulla legge toscana. Si punta a valorizzare gli spazi di diritto già aperti per affermare l’autodeterminazione al termine della vita, anche nei contesti in cui i diritti esistono formalmente ma restano spesso sulla carta.
stato delle leggi regionali sul fine vita
- approvata: Toscana e Sardegna
- respinte: 6 regioni
- respinta con pregudizio: Lombardia, Piemonte
- respinta con discussione: Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia, Provincia autonoma di Bolzano, Valle d’Aosta
- in attesa di discussione: 9 regioni
- in 4 regioni su iniziativa popolare
- in 5 regioni su iniziativa dei consiglieri regionali
le persone che hanno avuto accesso al suicidio assistito
Ad oggi il dato complessivo mostra:
- 16 persone hanno ricevuto il via libera per l’accesso al suicidio o al supporto medico al decesso dal 2019
- di queste 16, 12 hanno effettivamente avuto accesso alla morte volontaria assistita
- 8 persone hanno chiesto, ma non hanno ottenuto, il via libera
- 9 persone si sono dovute rivolgere alla Svizzera, con il supporto dell’associazione e dei volontari
Nominativi presenti nel contenuto:
- Filomena Gallo
- Marco Cappato
