Scoperto e arrestato dopo aver rimosso il braccialetto elettronico

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Scoperto e arrestato dopo aver rimosso il braccialetto elettronico

In seguito a un intervento di vigilanza, è stato arrestato un uomo di 28 anni, ritenuto responsabile di condotte vessatorie e di una gestione che ha messo a rischio la sicurezza della compagna con la quale era legato da una relazione di lunga durata e da cui era nata una figlia. Secondo quanto riferito dagli inquirenti, il braccialetto elettronico non era solo uno strumento di controllo: l’indagine ha evidenziato che l’interessato lo faceva scaricare e non lo ricaricava intenzionalmente, con l’obiettivo di neutralizzarne la funzione di allarme. Il provvedimento di custodia cautelare è stato emesso dall’autorità giudiziaria competente e l’arresto è avvenuto nel contesto di un monitoraggio finalizzato a verificare episodi di violenza e l’assenza di supporto economico.

braccialetto elettronico arresto e scoperta

Durante il controllo nel raggio di azione del dispositivo, gli agenti hanno rilevato che non si attivava alcun allarme, nonostante la presenza dell’interessato. L’analisi del sistema di monitoraggio condotta dal comissariato di Mestre ha permesso di collegare questa anomalia al fatto che l’uomo procedeva allo scaricamento volontario del braccialetto e alla mancata ricarica, con l’intento di mantenerlo inattivo.

dinamiche e contesto

La relazione durava da circa quattro anni e, nel corso del tempo, la convivente è stata oggetto di vessazioni fisiche e psicologiche, proseguite anche durante la gravidanza e dopo la nascita della bambina. È stato evidenziato anche un rifiuto reiterato di fornire aiuto economico, elementi che hanno accompagnato l’adozione di misure di allontanamento e la vigilanza del caso. Le forze dell’ordine hanno confermato l’esistenza di un controllo mirato sul dispositivo e l’uso mirato di tattiche per eludere gli allarmi.

esito dell’intervento

Al termine delle verifiche, l’uomo è stato tratto in arresto e portato in carcere, con l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dall’autorità competente. L’operazione è stata condotta dal personale della polizia, all’interno di un contesto di misure di protezione per la donna coinvolta.

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