Raddoppio dell'olio tunisino in Europa, allarme di Coldiretti e Unaprol

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Raddoppio dell'olio tunisino in Europa, allarme di Coldiretti e Unaprol

Il mercato dell’olio extravergine d’oliva sta vivendo una fase di forte volatilità, influenzata dall’espansione delle importazioni tunisine a dazio zero e dall’impatto sui prezzi della produzione italiana. La dinámica globale si intreccia con il controllo della qualità e con la necessità di salvaguardare le filiere, in un contesto in cui la concorrenza estera può incidere sui margini degli operatori nazionali e sull’offerta al consumo.

contesto europeo e dinamiche del mercato dell’olio extravergine

crescita delle importazioni tunisine e effetti sui prezzi

Secondo le analisi di settore, nei primi nove mesi del 2025 gli arrivi di olio tunisino in Italia hanno registrato un incremento superiore al 38%, con una conseguente compressione dei prezzi dello olio extravergine italiano. Il prodotto tunisino è commercializzato a prezzi inferiori a 4 euro al litro, condizionando i listini e la redditività delle aziende nostrane.

inquadramenti normativi e contingenza attuale

Un quadro normativo vigente prevede un contingente annuale per l’importazione di oli vergini d’oliva, attualmente di 56.700 tonnellate, sul quale si prospetta una possibile ulteriore apertura. Tale scenario viene indicato come un possibile aggravio della pressione competitiva sulle produzioni europee di qualità, favorendo modelli industriali basati sull’approvvigionamento estero a basso costo.

effetti sull’olivicoltura italiana

andamento prezzo e dinamiche di mercato interne

In Italia la produzione si aggira intorno a 300mila tonnellate, il consumo si attesta sulle 400mila tonnellate e l’esportazione si mantiene vicina alle 300mila tonnellate. Nel 2025, il prezzo pagato agli agricoltori è diminuito fino al 30%, una contrazione attribuita alla crescita delle importazioni e alla pressione ribassista sui listini internazionali.

impatti sui produttori e sulla qualità

Il fenomeno potrebbe tradursi in una competizione sleale che rischia di mettere a rischio la qualità e la sostenibilità delle produzioni italiane, favorendo esportazioni orientate al basso costo piuttosto che a un’offerta di eccellenza.

territorio, controlli e risposte del comparto

rilevanza della provincia di Alessandria

La dinamica riguarda in modo particolare il territorio di Alessandria, dove produzioni e superfici olivicole sono in crescita, soprattutto nel Casalese e nella Valcerrina. Un rafforzamento dei controlli sui frantoi e sulle etichette è ritenuto necessario per evitare dichiarazioni di italianità non corrispondenti alla provenienza reale del prodotto.

stime, controlli e mobilitazioni

Le richieste del comparto prevedono interventi di controllo più stringenti nelle industrie olearie e una vigilanza mirata sui flussi di olio che potrebbero essere etichettati ingannevolmente. Le associazioni di settore hanno annunciato iniziative di presidio ai porti e alle frontiere, per contrastare pratiche che danneggiano l’immagine e la competitività delle produzioni italiane di eccellenza.

prospettive e riflessi futuri

quadro competitivo e scenari di mercato

La situazione in atto solleva dubbi sul possibile allineamento tra le esigenze di sicurezza alimentare e la necessità di sostenibilità economica delle aziende olivicole europee. Restano aperti i temi legati alla trasparenza degli scambi, ai controlli sull’origine e al ruolo delle politiche interne ed esterne nell’equilibrare domanda e offerta a beneficio della qualità e della filiera agroalimentare.

Nella presente trattazione emergono figure di rilievo che hanno contribuito all’analisi della situazione:

  • Mauro Bianco — presidente Coldiretti Alessandria
  • Roberto Bianco — direttore Coldiretti Alessandria

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