Prorogata l'etichettatura d'origine Made in Italy, la battaglia continua in Europa

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Prorogata l'etichettatura d'origine Made in Italy, la battaglia continua in Europa

L’estensione temporanea dei decreti sull’indicazione di origine rafforza la trasparenza lungo la filiera alimentare, confermando l’impegno del Paese a fornire ai consumatori elementi chiari sulla provenienza degli alimenti. L’allineamento riguarda prodotti simbolo del Made in Italy e rappresenta un passo decisivo per valorizzare la fiducia nel sistema agroalimentare nazionale.

indicazione di origine obbligatoria estesa fino al 31 dicembre 2026

La proroga della fase sperimentale riguarda l’indicazione di origine per alimenti chiave come pasta, riso, pomodoro, carni suine trasformate, latte e derivati lattiero-caseari. L’obiettivo è rendere obbligatoria l’origine su tutti i cibi venduti nell’Unione europea. Secondo Coldiretti Alessandria, la misura consolida il diritto dei cittadini a conoscere l’origine reale di ciò che arriva in tavola e rafforza la fiducia nelle produzioni agroalimentari italiane.

La proroga è Presentata come un progresso tangibile: attualmente l’indicazione dell’origine copre circa l’80% della spesa alimentare, con un rafforzamento della trasparenza che valorizza le produzioni italiane rispetto a quelle di importazione.

una conquista per la trasparenza e la fiducia dei consumatori

«L’etichettatura obbligatoria degli alimenti rappresenta una storica conquista di Coldiretti, nata per garantire trasparenza, assicurare la tracciabilità dei prodotti e tutelare i cittadini consumatori» afferma il presidente di Coldiretti Alessandria. «Grazie a queste battaglie oggi l’indicazione dell’origine copre circa l’80% della spesa alimentare» prosegue il discorso, sottolineando l’impatto positivo sul valore percepito dalle famiglie e sulla distinzione tra offerte nazionali e importazioni.

prospettive europee

Coldiretti ha rilanciato la questione a livello europeo, avanzando una proposta di legge di iniziativa popolare con l’obiettivo di rendere obbligatoria l’indicazione di origine su tutti i prodotti commercializzati nell’Unione. Secondo l’organizzazione, solo una normativa chiara e uniforme può buffare l’inganno dei prodotti esteri camuffati da Made in Italy, sfruttando lacune del codice doganale europeo che permettono l’italianizzazione di cibi anche dopo trasformazioni marginali svolte nel nostro Paese.

domanda di trasparenza tra i consumatori

La richiesta di trasparenza arriva direttamente dai cittadini. Secondo l’ultimo rapporto Coldiretti/Censis, l’87% degli italiani apprezza particolarmente l’italianità dei prodotti alimentari, ritenendola una garanzia di qualità e sicurezza e disposto a spendere qualche euro in più per ottenerla. Anche tra le fasce più deboli della popolazione, oltre l’85% dei redditi più bassi continua a preferire prodotti italiani per garantire qualità, sicurezza e salubrità a tavola.

crollo a doppia cifra per grano, riso e ortofrutta

Il crollo dei prezzi agricoli in caduta libera sta mettendo in seria difficoltà le aziende del settore. Si registra una

concorrenza sleale e un’“importazione fuori controllo” che amplificano la pressione sui mercati nazionali, con conseguenze significative sui redditi degli agricoltori e sulla redditività delle filiere di grano, riso e ortofrutta.

figure chiave citate nel testo:

  • Mauro Bianco — presidente di Coldiretti Alessandria
  • Roberto Bianco — direttore di Coldiretti Alessandria

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