Processo agli 007 egiziani per Regeni riprende a febbraio
Una pronuncia della Corte costituzionale interviene sul ruolo dei consulenti tecnici di difesa, definendo le modalità di pagamento in casi eccezionali e delineando conseguenze pratiche per la gestione delle udienze e per l’assistenza tecnica nel processo. L’intervento determina riflessi concreti sul quadro processuale e sul regime di anticipazione delle spese, con particolare riguardo alle situazioni di assenza dell’imputato e al reperimento dei soggetti coinvolti.
consulenti della difesa: anticipazione erariale e diritti di difesa
La Corte ha ritenuto illegittima una parte della normativa che, in condizioni particolari, non prevedeva l’anticipazione da parte dello Stato delle onorari e delle spese del consulente di parte nominato dal difensore d’ufficio quando l’imputato è assente. In tali circostanze, se l’imputato dovesse poi essere trovato, lo Stato può richiedere la ripetizione delle somme anticipate. L’istituto dell’anticipazione erariale risulta quindi necessario per garantire una tutela effettiva del diritto di difesa, soprattutto in situazioni estremamente complesse in cui la presenza dell’imputato non è possibile.
La decisione richiama l’articolo 24 della Costituzione e l’articolo 225, comma 2, cpp, evidenziando che la funzione tecnica del perito è parte integrante dell’ufficio di difesa e che qualsiasi limitazione all’uso di tale ausilio può incidere sul diritto di difesa. In contesti di assenza, caratterizzati dalla mancata cooperazione dello Stato di appartenenza dell’imputato, la Corte riconosce la necessità di una previsione eccezionale che consenta l’anticipo da parte dello Stato e, successivamente, la possibilità di recupero delle somme se l’imputato diventa reperibile. La norma individuata come campo normativo idoneo è l’anticipazione erariale, salva la possibilità di recupero degli importi nei confronti degli imputati reperibili.
La sentenza prende come riferimento la situazione processuale peculiare che coinvolge l’assenza degli imputati e la necessità di una consulenza tecnica qualificata per garantire l’esercizio pieno del diritto di difesa. Nell’ambito di questa disposizione normativa, la Consulta sottolinea la centralità dell’assistenza tecnico-scientifica nel processo penale e la funzione essenziale del consulente nell’assetto difensivo, anche quando la partecipazione dell’imputato è impossibile.
La difesa di uno degli imputati ha commentato l’esito della pronuncia, ritenendola una risposta parziale alla necessità di ripristinare strumenti di tutela adeguati in un dibattimento così particolare.
Nominativi rilevanti presenti nella vicenda
- procuratore aggiunto Sergio Colaiocco
- avvocato Tranquillino Sarno
ripresa del processo contro i quattro ufficiali egiziani per Regeni
In seguito alla pronuncia della Corte costituzionale, gli atti saranno restituiti alla Prima Corte d’Assise di Roma entro brevi termini, che fisserà l’udienza di febbraio per affidare l’incarico relativo alle consulenze. È previsto che la requisitoria venga resa presumibilmente nel mese di aprile dal procuratore aggiunto Sergio Colaiocco.
La restituzione degli atti, prevista entro dieci giorni, permetterà di definire la calendarizzazione delle attività istruttorie e di far avanzare le fasi procedurali nonostante l’assenza degli imputati, con l’individuazione delle modalità per l’affidamento delle consulenze tecniche necessarie al dibattimento. Il contesto giudiziario resta vincolato ai riferimenti normativi e alle decisioni della Corte costituzionale, che hanno introdotto una cornice operativa per la gestione delle spese e della difesa tecnica in situazioni complesse.