Montelupo, nel Giorno della Memoria la tesi "Ci portano non si sa dove
Un appuntamento pubblico aperto alla cittadinanza inaugura un momento di approfondimento storico e memoria civica, focalizzato sulla deportazione dell’8 marzo 1944 dall’area empolese nel sistema concentrazionario di Mauthausen. L’evento, che si svolge in una cornice istituzionale, presenta una ricerca accademica di rilievo e offre una cornice di riflessione condivisa sulle fonti, sulle testimonianze e sui percorsi di memoria a lungo termine.
deportazione 8 marzo 1944 nell’area empolese: presentazione della tesi e contesto
La tesi magistrale in scienze storiche, intitolata «Ci portano via e non si sa dove. La deportazione dell’8 marzo 1944 dall’area empolese nel sistema concentrionario di Mauthausen», è frutto del lavoro di Marco Orsi, giovane laureando e associato all’ANED Empolese Valdelsa, che ha svolto servizio civile universale all’interno dell’associazione. La presentazione è prevista martedì 27 gennaio alle ore 18:00 presso la sala del consiglio del Palazzo comunale di Montelupo Fiorentino. Alla serata parteciperà anche la professoressa Francesca Cavarocchi, docente di storia contemporanea all’Università di Firenze, relatrice della tesi.
In uno scenario in cui la memoria collettiva ha affrontato un progressivo invecchiamento delle testimonianze dirette, Montelupo Fiorentino ha maturato una riflessione che collega rigorose indagini storiche a pratiche di memoria pubblica. Le discussioni hanno trovato legittimazione nel lavoro di cure delle fonti e nella messa a fuoco di percorsi di ricerca che, partendo dalle testimonianze dei deportati tornati dai campi, si sono confrontati con la documentazione conservata in istituzioni e archivi. Tra i riferimenti significativi vi sono gli studi di Alfio Dini sulla dimensione pubblica della memoria e l’attività di valorizzazione promossa dal Museo della Deportazione e della Resistenza di Prato.
Nell’ultimo trentennio la ricerca storica ha assunto un carattere sempre più dettagliato e metodico, con l’ingresso di giovani storici in ambiti di indagine nuovi e articolati. Il riferimento istituzionale locale sottolinea come la memoria possa trasformarsi in sapere storico e, al tempo stesso, fornire strumenti di riflessione critica per le generazioni presenti e future. L’amministrazione evidenzia inoltre l’importanza di una cornice civile capace di mantenere vivo il legame tra memoria, giustizia e studi accademici, affinché il ricordo non si riduca a un rito ma diventi base per analisi e insegnamento.
In questo contesto, la tesi di Marco Orsi si propone come tappa significativa nel percorso che dall’impegno commemorativo arriva all’elaborazione storica rigorosa, contribuendo a una lettura della deportazione non solo come episodio traumatico, ma come oggetto di studio critico finalizzato a una memoria permanente e responsabile.
La cittadinanza è invitata a partecipare all’evento e a riconoscere l’importanza di una memoria vissuta come trasformazione della storia in conoscenza condivisa.
Figure di rilievo presenti o citate nel contesto:
- Marco Orsi
- Francesca Cavarocchi
- David Bidussa
- Alfio Dini
- Lorenzo Nesi

