Monitoraggio della frana a Niscemi: il Centro di Protezione Civile dell'Università di Firenze in azione

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Monitoraggio della frana a Niscemi: il Centro di Protezione Civile dell'Università di Firenze in azione

Geologi e tecnici dell’Università di Firenze sono stati inviati a Niscemi, in provincia di Caltanissetta, per monitorare una frana estesa che ha interessato la collina su cui sorge il centro abitato. La massa di materiale in movimento ha formato una voragine di circa quattro chilometri trascinando con sé diverse abitazioni e mettendo a rischio la stabilità delle prime file.

frana di niscemi: monitoraggio e interventi

contesto dell’evento

L’evento ha avuto inizio a metà gennaio e ha subito un aggravarsi drasticamente nella notte tra la domenica e il lunedì successivi. Secondo le stime iniziali, si tratta di un dissesto di notevoli proporzioni, tra i più imponenti osservati in Italia negli ultimi decenni, con una quantità di materiale molto elevata in movimento. La massa ha creato una scarpata significativa sottostante l’abitato, compromettendo la stabilità delle abitazioni poste lungo la zona interessata.

attività di monitoraggio e rilievi

Il team universitario ha condotto una serie di interventi sul campo: sorvoli in elicottero, verifiche dirette sul terreno e rilievi di precisione mediante l’uso di droni. Tali attività hanno fornito una conoscenza dettagliata dell’estensione del dissesto e delle condizioni strutturali del suolo.

considerazioni e scenari di rischio

L’esperto di geologia ha chiarito che il dissesto non implica automaticamente una crescente vulnerabilità generalizzata del territorio. Eventi simili si sono verificati in passato nella stessa zona, testimoniando una certa ciclicità di tali fenomeni. In mappe di pericolità legate alle acque e alle frane esistono numerose aree a rischio; tra le possibili misure si valuta la delocalizzazione di attività e popolazioni, anche se la realizzazione di questa opzione è complessa sotto profilo sociale ed economico.

prospettive operative e interventi futuri

L’ipotesi prevalente indica che la scarpata possa arretrare ulteriormente nel tempo. Una volta stabilizzato l’arretramento, sarà necessario intervenire sulle argille sottostanti per drenare l’acqua, considerato che l’elemento acqua alimenta e muove le masse terrose. L’obiettivo principale resta il monitoraggio continuo del territorio per individuare eventuali segnali di movimento e intervenire tempestivamente per mitigare i rischi.

persone citate

Nel testo si fanno riferimento a figure chiave che hanno partecipato al processo di valutazione e gestione dell’emergenza.

  • Nicola Casagli
  • Giovanni Gigli
  • Tommaso Beni
  • Giorgia Meloni
Monitoraggio della frana a Niscemi: il Centro di Protezione Civile dell'Università di Firenze in azione
Categorie: NewsCronaca

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