Memoria, dovere essere sentinelle contro gli orrori del passato e del presente

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Memoria, dovere essere sentinelle contro gli orrori del passato e del presente

Il Giorno della Memoria richiama uno sforzo collettivo volto a preservare la memoria delle vittime del nazifascismo e a vigilare affinché la storia non venga negata o rivista in chiave riduttiva. In tale cornice, le istituzioni richiamano l’impegno pedagogico e culturale delle scuole come scena decisiva per una cittadinanza consapevole e responsabile.

giorno della memoria: responsabilità e vigilanza

Nell’occasione, l’assessora Alessandra Nardini sottolinea che la responsabilità non è attribuibile solo ai nazisti, ma anche al fascismo italiano, e che il revisionismo non trova accoglienza. Si ricordano le deportazioni e le persecuzioni legate all’opposizione politica, agli scioperanti del marzo ’44, a rom e sinti, a persone con disabilità, a membri della comunità LGBTQIA+, a testimoni di Geova e agli internati militari italiani. La memoria viene descritta come un lavoro lungo e faticoso che non consola ma interroga e vigila. In tale contesto, si annuncia il ritorno del Treno della Memoria, previsto per il 23 marzo, evento che coinvolgerà studentesse e studenti in una nuova tappa di testimonianza e riflessione.

memoria e impegno civico

La memoria è un movimento consapevole che richiede presenza attiva. La prospettiva è quella di mantenere alta l’attenzione contro ogni forma di odio, ricordando che antagonismi e discriminazioni non hanno cittadinanza nella società civile. Il racconto degli eventi serves come monito affinché non si ripetano violenze né negazioni della dignità umana.

memoria e presente

Si ricollega la memoria al presente, evidenziando l’urgenza di contrastare l’antisemitismo, un veleno ancora presente che può riemergere in contesti politici. La critica alle politiche di un governo non deve trasformarsi in odio verso popoli o fedi. L’analisi dei fenomeni globali richiama dinamiche come l’uso crescente della forza, la gestione dei confini, le deportazioni evocate, e l’evoluzione di crisi proprie di aree come Ucraina, Gaza e Cisgiordania. È chiaro che la memoria serve a interrogare il presente per evitare nuovi genocidi e nuove onde di violenza.

memoria e scuola: risorse necessarie

La scuola è considerata campo educativo decisivo per formare cittadini liberi e consapevoli. È indispensabile implementare risorse e strumenti adeguati, evitando tagli che compromettano l’educazione. Non servono misure securitarie, ma un investimento educativo serio e continuativo. Gli insegnanti hanno il diritto e il dovere di discutere di antifascismo e di temi internazionali senza subire pressioni o ispezioni che ne impediscano l’esercizio

invito all’azione civica

Alle ragazze e ai ragazzi è rivolto un appello a essere anticorpi contro l’indifferenza: porre domande, chiedere risposte, opporsi a leggi discriminatorie e a ogni forma di violenza o guerra. La memoria è una promessa collettiva che invita a difendere i principi di libertà e diritti umani, affinché la memoria stessa rimanga prassi educativa e strumento di vigilanza.

personaggi citati nel testo:

  • Liliana Segre
  • Alessandra Nardini
  • Anna Foa
Memoria, dovere essere sentinelle contro gli orrori del passato e del presente
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