La storia 'riscoperta' studenti: una pietra d'inciampo per Rebecca Corinna Mieli

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La storia 'riscoperta'  studenti: una pietra d'inciampo per Rebecca Corinna Mieli

Questo racconto sintetizza una vicenda umana cancellata dalla persecuzione e ne descrive il percorso di memoria attraverso una pietra d’inciampo posata nel territorio di Scandicci. Si delineano le tappe che hanno permesso di restituire nome, dignità e memoria a una donna deportata durante la Seconda guerra mondiale e a cui è stata dedicata una cerimonia pubblica di recognizione.

rebecca corinna mieli: pietra d’inciampo nel comune di scandicci

Rebecca Corinna Mieli, nata a Livorno, aveva 78 anni quando fu prelevata dall’ospedale psichiatrico di Villa Castelpulci, oggi sede della Scuola superiore della magistratura, e deportata ad Auschwitz nel 1944. Morì il 30 giugno 1944, nel giorno dell’arrivo nel campo di sterminio. Nei registri dell’istituto la persona risultava come Corinna Mieli, con l’omissione del nome Rebecca, un elemento che potrebbe essere stato deciso per nascondere le origini ebraiche e proteggere la sua identità.

La vicenda è riemersa grazie al lavoro delle classi della scuola media Rodari di Scandicci, guidate dalle insegnanti Nicole Riva e Barbara Trevisan. Gli studenti hanno avviato una ricerca usando fonti diverse, tra cui le comunità ebraiche, archivi di Auschwitz e Bad Arolsen in Germania, oltre ai documenti di Castelpulci. In un fascicolo è emersa la dicitura demente pagante, pur mancando i documenti interni.

Un elemento decisivo è arrivato dal Comune di Livorno, dove è comparso per la prima volta il nome completo: Rebecca Corinna Mieli. Dal Dopoguerra è emerso anche un documento in cui il tutore la definiva disgraziata e chiedeva notizie, ipotizzando che ci fosse stata una spiata che potrebbe aver facilitato il prelievo.

la cerimonia e i protagonisti

La cerimonia di posizionamento della pietra d’inciampo ha riunito rappresentanti istituzionali e cittadini per rendere omaggio a una vita spezzata e per riaffermare l’importanza della memoria civile. La cerimonia è stata descritta come un momento di riconoscimento pubblico volto a restituire identità e dignità a Rebecca Corinna Mieli, nonostante le circostanze storico-sociali che l’ hanno coinvolta.

La ricostruzione della vicenda ha posto l’accento sul valore educativo dell’impegno degli studenti e sull’importanza di restituire storie spesso invisibili alla conoscenza collettiva. La memoria acquisita attraverso l’indagine ha resistito al tempo, offrendo uno spunto concreto per un dialogo su persecuzione, identità e diritti fondamentali.

All’evento hanno partecipato figure di rilievo e protagonisti istituzionali, che hanno sottolineato la funzione delle pietre di inciampo come strumenti di memoria e memoria civica.

  • Silvana Sciarra, già presidente della Consulta e presidente della Scuola superiore della magistratura
  • Claudia Sereni, sindaca di Scandicci
Rebecca Corinna Mieli
Categorie: Cronaca

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