La Marca è un'azienda in crescita, specchio del dinamismo del settore

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La Marca è un'azienda in crescita, specchio del dinamismo del settore

Marca 2026 si presenta come un punto di riferimento per le filiere agroalimentari dell’Emilia Romagna, terra che eleva l’export verso mercati esteri e consolida la collaborazione tra produzione, trasformazione e distribuzione. In questo contesto si inseriscono le preoccupazioni legate ai dazi Usa, che incidono sull’economia reale e sulle dinamiche di vendita all’estero.

dazi usa preoccupano l’emilia romagna esporta di piu negli stati uniti

La regione, quale fulcro delle filiere alimentari, ospita la 22. edizione di Marca, fiera internazionale dedicata al MdD che è ormai considerata un appuntamento irrinunciabile per l’intero ecosistema della private label. La regione dispone di filiere integrate dalla produzione alla commercializzazione e si distingue come terra di collaborazione tra le componenti del settore. In questo quadro, la manifestazione evidenzia come Marca possa rafforzare la dimensione delle filiere e la cooperazione tra produttori, trasformatori e distribuitori. Il comparto agroalimentare regionale supera i 30 miliardi di euro di valore e registra circa 10 miliardi di euro di export.

ruolo della fiera nel sostegno alle filiere

La kermesse viene descritta come un punto di snodo per la competitività delle aziende, dove la collaborazione tra le diverse componenti della filiera diventa un elemento chiave per mantenere la crescita e la presenza sui mercati internazionali. La focalizzazione è sull’intero sistema di produzione, trasformazione e distribuzione, con l’obiettivo di valorizzare l’identità regionale e i prodotti di marca.

dazi usa e impatto sull’export emilia romagna

I dazi sono presentati come tasse che incidono sia sulle imprese sia sui cittadini, sottraendo risorse all’economia reale. Questo aspetto crea preoccupazione perché la regione è la prima in Italia per esportazioni sia a livello globale sia verso gli Stati Uniti. Guardando al 2025, gli importatori americani hanno rilasciato volumi significativi nei magazzini, e gli effetti dei dazi sono attesi in primavera. Si osserva già una lieve contrazione in determinati comparti, tra cui il vino, prodotto chiave nell’export USA. L’aumento dei costi di produzione e di consumo contribuisce a una fase di maggiore difficoltà per questo bene.

Nel culminare della riflessione, si auspica che possano emergere ripensamenti politici analoghi a quelli registrati su altri prodotti, come la pasta, estendendo tali facilitazioni anche al vino e ad altri articoli esportati.

Nel complesso, l’attenzione è rivolta all’equilibrio tra tutela delle aziende regionali e dinamiche del commercio internazionale, con l’obiettivo di mantenere una relazione stabile tra crescita interna e opportunità sui mercati esterni.

Paragrafo dedicato alle figure di rilievo presenti durante l’evento:

  • Alessio Mammi

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