Italia impreparata ai rischi ambientali: il progetto Grins evidenzia il gap assicurativo
Nel contesto italiano si osserva una marcata inadeguatezza della protezione contro i rischi emergenti legati al clima, ai temi sociali e alla stabilità economica. Le evidenze presentate in un workshop internazionale mettono in luce una copertura privata residua, una scarsa consapevolezza dei costi e una forte dipendenza dal sostegno pubblico. Il quadro descrive una realtà in cui la vulnerabilità è accentuata dall’invecchiamento della popolazione, da shock climatici sempre più frequenti e da una rete di protezione che resta frammentata e non sufficiente a contenere i costi connessi.
copertura assicurativa e rischi in italia
copertura per la non autosufficienza e longevità
risultati principali
Uno studio analizza la disponibilità degli individui a contribuire a una copertura per la non autosufficienza (long-term care). coscienza dei costi e dei rischi è bassa; fornire informazioni accurate su probabilità e costi aumenta la propensione a contribuire di circa 15%, pari a circa 3 euro al mese. L’effetto è maggiore tra chi è meno informato, specialmente tra donne e persone senza coperture. A livello nazionale emerge un potenziale di raccolta pari a circa un terzo della spesa pubblica attuale per la long-term care, suggerendo margini significativi per un ruolo integrato della assicurazione privata.
copertura contro i rischi idrogeologici e catastrofi naturali
impatto informativo e disponibilità al contributo
Un secondo contributo esamina la propensione a sostenere finanziariamente politiche di prevenzione contro rischi idrogeologici sempre più frequenti. più della metà degli individui è favorevole a contribuire a un fondo pubblico dedicato. L’aumento delle informazioni sugli impatti umani ed economici delle catastrofi aumenta la probabilità di adesione di circa 9 punti percentuali. In media, la disponibilità a pagare cresce di 25-30 euro all’anno per persona. È presente però una percezione di rischio di “free riding” che può limitare il sostegno. Una campagna informativa strutturata potrebbe generare fino a 250-270 milioni di euro annui per la prevenzione, evidenziando l’importanza di informazione e fiducia collettiva nel determinare il livello di impegno.
copertura delle imprese italiane contro rischi catastrofali naturali
disallineamento tra rischio e assicurazione
La terza analisi combina dati dell’associazione Ania, informazioni territoriali sui rischi fisici e dati di bilancio per valutare la copertura assicurativa delle imprese. La protezione risulta particolarmente bassa tra micro e piccole imprese, che rappresentano la parte maggioritaria del tessuto produttivo. Il quadro evidenzia un forte disallineamento tra rischio effettivo e decisione di assicurarsi: l’esposizione a rischi sismici o idraulici aumenta la probabilità di copertura, ma l’adozione resta modesta. Fattori dimensioni, settore e territorio pesano più del pericolo oggettivo. Il fenomeno viene descritto come un persistente gap di protezione, che lascia molte imprese esposte a shock potenzialmente sistemici. Inoltre, la normativa entrata in vigore con l’obbligo catastrofale per le aziende, introdotto nella legge di bilancio 2024, punta a ridurre questo divario. L’attenzione è rivolta soprattutto alle micro e piccole imprese, considerate fondamentali per l’economia nazionale, che richiedono una protezione adeguata e coordinata.
Nel complesso, l’insieme delle evidenze indica che la sottoassicurazione non dipende solo da vincoli di reddito o di offerta, ma anche da una scarsa consapevolezza dei rischi, da aspettative di intervento pubblico ex post, da problemi di coordinamento e da una cultura assicurativa ancora insufficiente. Le conclusioni suggeriscono la necessità di intensificare le politiche di informazione e prevenzione, di esplorare schemi pubblico-privati e di integrare assicurazione, prevenzione e adattamento climatico in una strategia coerente di lungo periodo.
«Il valore della ricerca economica applicata nel supportare decisioni di policy basate su evidenze è evidente nel contesto presentato dal progetto Grins. Il contributo stimola riflessioni su nuove azioni per rafforzare la resilienza economica, sociale e finanziaria dell’Italia di fronte ai rischi emergenti», ha dichiarato un rappresentante accademico. Per una prospettiva operativa, è stata sottolineata la necessità di meccanismi che coniughino incentivi mirati, strumenti mutualistici e una più ampia integrazione tra assicurazione, prevenzione e adattamento climatico.
Nel novero delle personalità che hanno guidato il dibattito e l’analisi, sono emersi nomi significativi legati al gruppo di ricerca Grins.
- Tullio jappelli, università di Napoli Federico II
- Monica billio, università Ca’ Foscari Venezia