Iran: sanzioni Ue contro ministro Interno e comandanti Pasdaran
le sanzioni europee contro figure chiave del regime iraniano
Il Consiglio dell’Unione Europea ha adottato un pacchetto di misure restrittive nei confronti di diverse personalità legate al governo iraniano, coinvolte nelle repressioni delle proteste delle ultime settimane. Queste azioni mirano a esercitare pressione su soggetti ritenuti responsabili di violazioni dei diritti umani e di repressioni violente, rafforzando così la strategia di sanzioni internazionali. La decisione si inserisce in un contesto di crescente isolamento del regime e di impegno volto a evidenziare le responsabilità di singoli membri del governo e delle forze di sicurezza iraniane.
le categorie di soggetti colpiti dalle misure restrittive dell’ue
funzionari e magistrati coinvolti nelle violazioni
Nel nuovo elenco delle sanzioni sono inclusi **15 alti funzionari e magistrati della Repubblica Islamica**, oltre a sei entità giuridiche. Le restrizioni applicate prevedono il **divieto di ingresso nell’Unione Europea** e il **congelamento di eventuali beni** che siano sotto giurisdizione comunitaria. Tra i soggetti che rientrano nelle misure restrittive si trovano personaggi di rilievo nel sistema di giustizia e di repressione, come il procuratore generale e alcuni comandanti di forze di polizia e paramilitari.
ruolo e responsabilità dei soggetti sanzionati
Il ministro dell’Interno, **Eskandar Momeni**, viene riconosciuto come figura centrale nel coordinamento delle forze di sicurezza iraniane coinvolte in **serie violazioni dei diritti umani**. Oltre ad essere vicecomandante del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (IRGC), Momeni controlla direttamente le unità di sicurezza responsabili di repressioni e azioni di forza contro manifestanti, causando **numerose vittime**. È inoltre incaricato di un’indagine sulla morte di un attivista, Mohammad Mirmousavi, avvenuta in custodia, e ha responsabilmente **esonerato le forze di sicurezza da accuse di tortura**, giustificando le azioni delle forze dell’ordine.
altri funzionari e soggetti coinvolti
Nel quadro delle sanzioni sono inclusi anche **figuri di spicco nella repressione**, quali:
- Mohammad Mohavedi-Azad, procuratore generale, accusato di aver emesso condanne ingiuste e di aver tentato di soffocare il dissenso attraverso minacce di pena di morte e sequestri di beni;
- Seyed Majid Feiz Jafari, capo della polizia, noto per l’uso sistematico di **metodi violenti e intimidatori**;
- Ahmad Ali Faizullahi, comandante delle forze speciali che ha partecipato a operazioni contro manifestanti;
- Iman Afshari, giudice noto per aver emesso sentenze di condanna capitale e altre pene severe contro attivisti, minoranze e prigionieri politici.
misure e restrizioni su enti e aziende
Oltre ai singoli, sono colpiti anche alcuni enti, come la **Iranian Audio-Visual Media Regulatory Authority (Satra)**, ritenuta responsabile di **censura di contenuti politici e culturali**, inclusi programmi televisivi e film che esprimono dissenso o criticano le restrizioni sociali, come il consumo di alcol o l’uso dell’hijab. La decisione va nella direzione di arginare anche le capacità di propaganda e controllo dell’informazione operato da organi statali iraniani.
possibile inserimento delle guardie rivoluzionarie nella lista dei terroristi
Al centro del dibattito di politica internazionale rimane anche la **designazione delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) come organizzazione terroristica**. Sebbene l’Irgc sia già sotto sanzioni, si prospetta un’ulteriore decisione simbolica, che rafforzerebbe la condanna internazionale nei confronti di un’entità che si distingue per violenze e repressione sistematica.
le dichiarazioni dell’Unione Europea e il ruolo di Tajani
Il ministro degli Esteri europeo, **Antonio Tajani**, ha annunciato che si sta procedendo verso un **accordo politico** volto a inserire ufficialmente i **Pasdaran nell’elenco delle organizzazioni terroristiche**. La decisione sarebbe frutto di una **convergenza tra tutti i Paesi membri**, in risposta alla crudeltà delle repressioni e alle molte vittime civili. Allo stesso tempo, si sta definendo una **lista di membri** delle forze iraniane da sanzionare, con l’obiettivo di promuovere un impegno unito contro le violazioni dei diritti umani.
Anche la rappresentante dell’Unione, **Kaja Kallas**, ha espresso la volontà di rendere formalmente categorici i passaggi, sottolineando che le mosse contro le **Guardie Revolutionarie** avranno come obiettivo di mettere le stesse sullo stesso piano di organizzazioni di matrice terroristica nota, come **Al Qaeda, Hamas e Daesh**. La strategia mira a mandare un messaggio chiaro sulla gravità delle azioni del regime iraniano e sul prezzo che si dovrà pagare per le repressioni massicce e le violazioni dei diritti umani.