Iran, 8-9 gennaio: 30.000 manifestanti potrebbero essere stati uccisi

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Iran, 8-9 gennaio: 30.000 manifestanti potrebbero essere stati uccisi

Le proteste in Iran tra l'8 e il 9 gennaio hanno portato a numeri divergenti che hanno alimentato una discussione sull’entità delle perdite umane e sull’interpretazione dei dati ufficiali. Le informazioni disponibili si concentrano su due linee: un conteggio altamente elevato riportato da fonti interne al ministero della Salute e una cifra ufficiale successivamente comunicata dal governo.

proteste iraniane: morti e numeri contrastanti

dati forniti da funzionari iraniani e confronto con il conteggio ufficiale

Secondo due alti funzionari del ministero della salute, tra l'8 e l'9 gennaio il numero di morti sarebbe risultato estremamente alto. Le stime interne indicano una situazione tale da superare di gran lunga i conteggi preliminari ufficiali. Nello specifico, le cifre riferite non coincidono con la cifra ufficiale comunicata dal governo il 21 gennaio, che indicava 3.117 morti.

gestione delle emergenze e logistica

Le stesse fonti descrivono una situazione in cui, nei due giorni critici, i dispositivi per la gestione dei corpi sono stati messi in seguito a scorte esaurite. In tali frangenti è stato riferito l’uso di camion per il trasporto dei cadaveri al posto delle normali ambulanze, per far fronte all’elevato volume di decessi e alle difficoltà logistiche.

conteggio segreto e documentazione

Secondo quanto emerso, la cifra indicata dalle fonti corrisponde approssimativamente a un conteggio segreto elaborato dai medici e dalle squadre di emergenza negli ospedali del Paese, che documentava i decessi registrati negli ospedali.

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