Incendio di Crans-Montana, la causa iniziale è stata identificata

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Incendio di Crans-Montana, la causa iniziale è stata identificata

l’inchiesta sul disastro di crans-montana mette in evidenza una serie di negligenze nei controlli di sicurezza che hanno contribuito a una tragedia di enorme impatto per la comunità. le analisi raccolte descrivono come scelte strutturali, interventi di modifica e gestione dello spazio possano creare condizioni estremamente pericolose in occasioni di affollamento, con effetti letali.

disastro di crans-montana: vulnerabilità nei controlli e responsabilità

Nel locale le constellation la capienza prevista era di 200 persone, ma l’afflusso della serata è stato superiore, con stime che indicano circa 400 presenti, inclusi minorenni. la gestione delle uscite, la presenza di una veranda e le modalità di evacuazione hanno mostrato carenze che hanno amplificato il rischio durante l’evacuazione.

fontane e norme di sicurezza: uso non conforme di fontane luminose

Il locale impiegava fontane luminose, considerate effetti pirotecnici, per celebrare l’acquisto di bottiglie di champagne. nonostante la pericolosità associata a tali effetti, l’impiego è stato protratto per anni, violando le normative di sicurezza vigenti in Svizzera. questa pratica ha contribuito all’innesco dell’incendio e ha sollevato dubbi sull’efficacia dei controlli.

materiali infiammabili e gestione dei lavori

Una delle cause principali dell’intensità delle fiamme è stata identificata nella spugna utilizzata per attenuare l’eco acustico. Questo materiale, dichiarato ignifugo, risultava suscettibile all’incendio per via delle scintille delle fontane. La presenza della spugna risale ai lavori di ristrutturazione del 2015, periodo in cui non era necessaria alcuna autorizzazione per tali interventi, ma la vigilanza adeguata non è risultata presente.

mancanza di sistemi antincendio

Un aspetto critico emerso riguarda la mancanza di un impianto antincendio nel locale. secondo le autorità locali, per il tipo di attività la dotazione non era prevista; tuttavia, l’assenza di dispositivi di sicurezza, come ugelli per spruzzatura dell’acqua e un sistema di allarme affidabile, ha aggravato la dinamica dell’emergenza e la diffusione delle fiamme.

uscite e gestione delle vie di fuga

Il bene accessorio presentava due uscite, entrambe risultate inadeguate in caso di emergenza. una delle porte era descritta come chiusa a chiave, mentre l’altra conduceva a una scala verso il piano superiore. testimoni hanno riferito che la chiusura era motivata da motivi di sicurezza economica, con conseguente evacuazione ostacolata e congestione mortale.

capienza e sovraffollamento

La capienza massima di 200 persone è stata superata nettamente durante l’evento. la presenza di circa 400 giovani ha reso impossibile una evacuazione ordinata e ha evidenziato la gestione irregolare dello spazio, con inosservanza delle norme di sicurezza relative al numero di presenti consentiti.

veranda e controllo delle norme

Anche la veranda del locale, ispezionata in più occasioni, ha mostrato criticità: sebbene coperta, ha rappresentato un ulteriore punto di intrappolamento durante l’evacuazione. molte persone hanno trovato ostruzione all’uscita principale, costringendo interventi esterni per rompere vetrate e mettere in salvo i presenti.

responsabilità dei controlli

Nelle pratiche svizzere i controlli antincendio sono affidati a entità private, non a enti pubblici. le verifiche annuali nel cantone vallese non hanno provocato misure preventive adeguate, alimentando una catena di eventi che ha portato alla tragedia. questa impostazione ha sollevato domande sulla garanzia della sicurezza in eventi pubblici di natura analoga in futuro.

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