Etna in eruzione: colata di lava e allerta gialla, le ultime notizie

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Etna in eruzione: colata di lava e allerta gialla, le ultime notizie

Il flusso lavico attivo sull’Etna mantiene alta l’attenzione, con l’allerta gialla in vigore e un monitoraggio costante da parte delle autorità competenti. L’evoluzione della lava nella Valle del Bove richiede vigilanza continua, senza che si identifichino al momento rischi immediati per i centri abitati.

etna: colata lavica nella valle del bove resta sorvegliata speciale

la colata attiva resta confinata nella valle del bove, sul versante orientale dell’Etna, e viene tenuta sotto sorveglianza speciale. L’allerta resta gialla e non segnala pericoli immediati per i centri abitati; il monitoraggio è continuo e ogni variazione del flusso sarà valutata tempestivamente e potrebbe comportare rimodulazioni delle misure di protezione civile.

etna: valutazioni tecniche e scenari evolutivi

Oggi si sono svolte due riunioni in videoconferenza finalizzate a definire la gestione della situazione vulcanologica. La prima, indetta dal dipartimento della Protezione Civile nazionale, ha visto la partecipazione della Protezione civile regionale, dell’Ingv e del Cnr, per esaminare la situazione e confermare lo sforzo di monitoraggio e gli scenari evolutivi. L’Ingv ha evidenziato che, anche nel caso di mantenimento dell’attuale tasso di alimentazione o di un suo lieve incremento, non si configurano scenari di rischio per i centri abitati più prossimi.

Nel pomeriggio è stata convocata una riunione di coordinamento territoriale con i sindaci dei Comuni interessati, oltre a prefettura, questura, Corpo forestale della Regione Siciliana, Cnsas e servizio 118. In chiusura dei lavori è intervenuto il presidente del Parco dell’Etna, richiamando una comunicazione più efficace sui rischi vulcanici e un rafforzamento della segnaletica informativa. È stato confermato l’attivato cancello sul sentiero di Pietracannone, presidiato dal Corpo forestale, e resta attiva una vigilanza dinamica da parte della Polizia di Stato.

La valutazione dell’Ingv chiarisce che, se il tasso effusivo alla bocca si mantiene costante, la colata rimarrà confinata all’interno della desertica Valle del Bove.

etna: episodi e dati sull’attività eruptiva

L’eruzione, iniziata il 24 dicembre, è stata caratterizzata dall’apertura di una piccola fessura eruttiva a circa 2.100 metri sul livello del mare, localizzata subito a monte del Monte Simone, alla base della parete nord della Valle del Bove. Da questa fessura si registra una debole attività esplosiva e un basso tasso effusivo stimato in dati satellitari, pari a circa 5 m³/s, con emissioni di cenere limitate.

La lava emessa si sviluppa all’interno della porzione centrale della Valle del Bove, con una lunghezza massima del campo lavico indicata attorno a 2,8 chilometri. Il fronte lavico più avanzato si attestava a circa 1.420 metri di quota, poco a est del rilievo di Rocca Musarra. Contemporaneamente prosegue una debole attività esplosiva stromboliana al Cratere Voragine, che determina emissioni modeste di cenere.

Questi dati sono forniti dall’Osservatorio Etneo di Catania e dall’Ingv, che monitorano costantemente l’evoluzione della colata e la dinamica del vulcano.

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