Età pensionabile a 70 anni in Italia: cosa prevede l'OCSE e quando entrerà in vigore
Nel panorama pensionistico italiano si profila una trasformazione strutturale che potrebbe modificare radicalmente l’età di accesso alle prestazioni. Un rapporto internazionale, affidabile e recente, indica una prospettiva che va oltre i 70 anni entro il 2067, una dinamica sostenuta da dati demografici concreti e da proiezioni economiche che richiedono attenzione immediata.
età pensionabile in italia oltre 70 anni entro il 2067
Secondo l’OCSE, nel rapporto Pensions at a Glance 2025 l’età per la pensione supererà i 70 anni entro il 2067. Questa previsione non è una mera ipotesi: riflette l’andamento demografico e le condizioni economiche che incidono sul sistema pensionistico.
Una delle dinamiche principali riguarda l’incremento della popolazione anziana. Entro il 2050 la quota di persone >65 anni rispetto alla popolazione in età lavorativa crescerà di oltre 25%, trasformando la struttura della domanda di prestazioni. Il rapporto tra anziani e lavoratori tenderà a spostarsi: da circa 39 anziani per 100 lavoratori oggi a oltre 64 per 100 nel 2050.
invecchiamento demografico e impatti sul sistema
Il fenomeno demografico è accompagnato da una contrazione prevista della popolazione attiva: si stima una perdita > 35% della forza lavoro, uno degli andamenti più marcati tra i Paesi OCSE. Questa doppia pressione — maggiore numero di pensionati da sostenere e una base contributiva in riduzione — rende il sistema pensionistico sempre più vulnerabile.
quando scatterà la soglia dei 70 anni
Le previsioni ufficiali, basate su dati Istat e sulle stime della Ragioneria Generale dello Stato, indicano che nel 2067 si raggiungerà per legge la soglia anagrafica di 70 anni per la pensione. I nati nel 1997 saranno i primi a essere interessati da questa soglia, con una carriera lavorativa significativamente più lunga rispetto alle generazioni precedenti.
Per chi inizia a lavorare a 22 anni, l’uscita è prevista nel 2073, all’età di 70 anni e 4 mesi. Chi riesce ad avviare una carriera continua potrà beneficiare di una pensione anticipata nel 2071, con 46 anni e un mese di contributi, ma comunque 68 anni di età. Tutto questo resta valido con legislazione invariata.
perché sarà difficile tornare indietro
La spesa pubblica per le pensioni rappresenta oggi circa il 16% del PIL, posizione tra le più alte dei Paesi OCSE. Una parte non trascurabile di questa spesa non è coperta dai contributi dei lavoratori ma è sostenuta da fondi statali. Con una prospettiva di meno occupati e più anziani, la sostenibilità del sistema tende a peggiorare se non si interviene.
considerazioni finali
In un contesto del genere, l’aumento dell’età pensionabile emerge come una necessità economica piuttosto che una scelta politica. Interventi strutturali volti a stimolare la produttività e a favorire l’occupazione giovanile e femminile possono attenuare la pressione sul sistema. In assenza di cambiamenti radicali, la prospettiva per i futuri pensionati italiani appare già segnato.
