È morto Dino Attanasio, celebre autore di fumetti

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È morto Dino Attanasio, celebre autore di fumetti

La scomparsa di Dino Attanasio segna una perdita significativa per il fumetto europeo: un maestro capace di ridefinire i confini tra stile umoristico e narrazione visiva, con una linea che ha attraversato paesi e editori. A 100 anni, l’artista milanese lascia un’eredità che continua a influenzare generazioni di lettori e professionisti dell’immagine, testimoniata da una carriera che ha visto protagonismi internazionali e una figura simbolo del panorama editoriale belga e italiano.

dino attanasio: biografia e esordi

Nato l’8 maggio 1925 a Milano, Edoardo Attanasio, noto come Dino, proviene da una famiglia di artisti e ha alle spalle studi presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Durante la guerra partecipò al primo lungometraggio di animazione italiano, La rosa di Bagdad. A partire dagli anni ’40 intraprese la carriera di fumettista, disegnando episodi di Furio, creato da Gian Luigi Bonelli per la casa editrice Audace, e avviò una proficua collaborazione con l’editore belga Edital, affiancando nomi come Augusto Pedrazza, artefice di Akim, e Roberto Renzi.

trasferimento in belgio e carriera internazionale

Nel 1948, insieme al fratello Gianni, Attanasio intraprese un trasferimento in Belgio, scegliendo di perseguire la vocazione artistica come disegnatore e non come lavoratore in fabbrica. L’inizio fu segnato da collaborazioni con agenzie pubblicitarie, per poi orientarsi completamente al fumetto. La World Press lo fece entrare in contatto con futuri protagonisti della bande dessinée, tra cui Jean-Michel Charlier e René Goscinny, con i quali illustrò la serie Fanfan & Polo per Le Libre Junior.

periodo d’oro con tintin

Negli anni Cinquanta Attanasio visse una fase cruciale legata al settimanale Tintin, che offrì spazio sia a racconti umoristici sia a trame di stampo realistico. In questo contesto si contraddistinse per notevoli doti narrative e versatilità, collaborando anche con editori come Spirou per serie quali Les belles histoires de l’oncle Paul e Les Petit Belges. Nel 1959 inaugurò l’adattamento a fumetti dei romanzi di Bob Morane di Henri Vernes, consolidando ulteriormente la sua capacità di tradurre testi in immagini dinamiche e accessibili.

il personaggio signor spaghetti

Nel 1952 comparve l’emblema che avrebbe definito la sua notorietà: il Signor Spaghetti, una caricatura autoironica dell’immigrato italiano. Inizialmente inedita, la figura prese forma definitivamente nel 1957 grazie all’appoggio del caporedattore di Tintin e alla collaborazione con Goscinny. Le storie dedicate al personaggio si svilupparono attraverso tavole autoconclusive e, successivamente, occasioni narrative più complesse, caratterizzate da giochi di parole, equivoci linguistici e riferimenti agli stereotipi. Il Signor Spaghetti divenne simbolo di una stagione creativa in cui l’umorismo incontra la satira sociale, consolidando Attanasio tra i maestri del fumetto europeo.

eredita e influenza L’operato di Attanasio ha lasciato un segno duraturo nel modo in cui la nona arte ha saputo convivere con culture diverse, intrecciando il gusto italiano con l’apertura internazionale. Il suo operato è riconosciuto come parte integrante della storia del fumetto europeo, capace di accompagnare trasformazioni stilistiche, editoriali e tematiche che hanno interessato lettori di diverse generazioni.

Il 17 gennaio, all’età di 100 anni, Dino Attanasio è deceduto a Jette, Bruxelles, dove aveva stabilito la sua residenza nel 2020. La notizia è stata comunicata dalla casa editrice belga Editions Hibou, che lo aveva inserito tra i suoi primi collaboratori, evidenziando il legame profondo con il panorama editoriale belga.

figure e collaboratori rilevanti

  • Dino Attanasio
  • Signor Spaghetti
  • Georges Hergé (Tintin)
  • Jean-Michel Charlier
  • René Goscinny
  • Henri Vernes (Bob Morane)
  • Augusto Pedrazza
  • Roberto Renzi
  • Gian Luigi Bonelli
È morto Dino Attanasio, celebre autore di fumetti
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