Cultura: i della Civitas appenninica nella corsa a Capitale europea 2033
Un quadro informativo di rilievo analizza la candidatura della Civitas Appenninica a Capitale Europea della Cultura 2033, incentrata su una vastissima area interna coinvolta da legami millenari tra comunità e territori. L’esame, presentato a Roma in una conferenza stampa presso la sede Adnkronos, evidenzia come le peculiarità culturali, storiche e sociali di un cratere sismico ancora vivo costituiscano il motore di una proposta molto articolata e diffusa.
civitas appenninica: perimetro, comunità e contesto
La candidatura interessa un territorio che comprende 546 comuni sparsi tra quattro regioni—Umbria, Abruzzo, Marche e Lazio—con una superficie di circa 8.000 chilometri quadrati e una popolazione che supera i tre milioni di abitanti. Al centro dell’attenzione c’è il cratere sisma 2016, cuore pulsante di un’area che, nonostante le difficoltà, sta assistendo a una rinascita che mira a riscrivere prospettive economiche e sociali. Norcia, nota città di San Benedetto, è indicata come Comune capofila e simbolo di resilienza.
L’opzione diffusa descrive una realtà dove territori uniti da profondi legami culturali cercano di trasformare la sfida della ricostruzione in opportunità permanente. L’obiettivo è accompagnare una rinascita non solo materiale, ma anche culturale e metodologica, valorizzando risorse storico-artistiche e sfruttando nuove tecnologie per contrastare lo spopolamento. Il contesto è stato posto in relazione con esperienze di capitali culturali già consolidate, come quella de l’Aquila Capitale della Cultura Italiana 2026.
Secondo i rappresentanti presenti, la proposta non è una mera estensione territoriale, ma il rafforzarsi di un ethos condiviso tra 546 comuni appenninici che si mettono in marcia verso una rinascita integrata, fondata su capitale umano, memoria storica e sostenibilità.
civitas appenninica: cammini, centri storici e patrimonio
Nel tessuto identitario emergono centri storici chiave e una rete di cammini che collega borghi e città, simboli di un vivere comune radicato nel territorio. In totale si identificano 14 centri storici, di cui otto ricadono nel cratere sismico: Amatrice, Borbona, Camerino, Campotosto, Fabriano, Norcia, Rieti e Spoleto; a questi si aggiungono Assisi, Foligno, Gubbio, L’Aquila, Loreto e Spello.
- Via Lauretana
- Via di San Francesco
- cammini delle Terre Mutate
- Francescano della Marca
- dei Cappuccini
- dei Monti e dei Santi
- di San Benedetto
- dei Parchi
La dimensione materiale del patrimonio è significativa: 479 musei (con 102 nel Cratere), 437 biblioteche (con 73 nel Cratere), 372 librerie (con 64 nel Cratere), 149 cinema (con 36 nel Cratere) e 11 sedi universitarie (con 7 nel Cratere).
In ambito economico-culturale si rileva una notevole vivacità con 3.491 imprese culturali (di queste 666 nel Cratere), 3,5 milioni di visitatori nei musei (dato 2022), 245.000 utenti delle biblioteche, 679 Pro Loco (di cui 162 nel Cratere) e 31 cooperative di comunità.
civitas appenninica: prospettive e obiettivi strategici
La lettura del Rapporto individua una traiettoria di sviluppo che valorizza la sedimentazione materiale e immateriale presente sul territorio, offrendo una cornice di crescita basata sul cammino come sintesi di identità, tradizione e innovazione. Il progetto punta a una trasformazione sostenibile, in grado di rafforzare la coesione tra borghi e centri urbani e di posizionare l’Appennino centrale come faro di ispirazione per l’Europa.
Durante la presentazione si è sottolineato che Norcia, città capofila, rappresenta una occasione di valorizzazione di un patrimonio comune esteso a 546 comuni, con una valorizzazione mirata al patrimonio storico, culturale ed economico. L’obiettivo è creare una dinamica di sviluppo coerente con i bisogni delle comunità e con la capacità di offrire nuove opportunità occupazionali e sociali, anche attraverso l’uso di tecnologie e pratiche innovative.
In chiusura, la candidatura mira a trasformare l’area interna in un modello di rinascita integrata, capace di generare sinergie tra patrimonio, turismo, produzione culturale e partecipazione civica, con Norcia come simbolo di continuità tra passato e futuro.
Durante l’evento sono intervenuti diversi relatori tra istituzioni e mondo della cultura, tra cui:
- Guido Castelli
- Andrea Toma
- Giuliano Boccanera
- Luca Diotallevi
- Gian Mario Spacca
- Stefano Papetti
- Fabio Renzi
- Pierciro Galeone
- Emanuele Bossi