Comitato della Società Civile in Toscana per il NO al Referendum sulla Giustizia
In Toscana è stato formalmente costituito un nuovo organismo regionale volto a coordinare l’opposizione alla riforma dell’ordinamento giudiziario. L’iniziativa si inserisce nel quadro della nascita di un movimento nazionale guidato da organismi civili e accende il dibattito pubblico su una riforma approvata dal Parlamento nel 2025, vista dai promotori come una modifica impositiva che incide sull’equilibrio tra i poteri dello Stato e sui diritti dei cittadini.
comitato regionale toscano per il no alla riforma dell’ordinamento giudiziario
Il comitato regionale toscano per il no nasce con l’obiettivo di contrastare la riforma costituzionale dell’ordinamento giudiziario, approvata il 30 novembre 2025, ritenuta dalle presunte ragioni del comitato come un atto imposto che non ha seguito un dibattito parlementare approfondito.
Secondo i rappresentanti, la riforma non migliora la qualità del servizio di giustizia perché non aumenta gli organici, non riduce i tempi del processo, non stabilizza le lavoratrici e i lavoratori precari del settore e, anzi, non amplia le garanzie per i cittadini.
L’unico obiettivo indicato è un rafforzamento dell’esecutivo e un conseguente debole sostegno al controllo di legalità sulle scelte di chi governa, minando in sostanza l’equilibrio tra i poteri.
L’indipendenza della magistratura è descritta come una garanzia essenziale per i cittadini: un giudice deve rispondere solo alla legge, non al governo di turno né alla maggioranza politica, come previsto dall’articolo 101 della Costituzione.
Secondo i promotori, la riforma rappresenta un tassello di un disegno più ampio che, insieme al premierato, all’autonomia differenziata e a una possibile modifica della legge elettorale, mira a scardinare l’assetto istituzionale della Repubblica, accentuando il potere dell’esecutivo e neutralizzando i controlli esercitati dall’informazione libera e dalla società civile.
In linea con questa lettura, il comitato aderisce alla manifestazione “LA PROTESTA NON E’ REATO”, promossa dalla CGIL a Massa per il 24 gennaio. La società toscana si mostra pronta all’impegno per difendere la Costituzione repubblicana antifascista.
Vota NO per difendere giustizia, Costituzione, democrazia.
Il comitato toscano “Società Civile per il NO al Referendum costituzionale” è costituito da una rete di realtà sociali e civiche, tra cui:
- ANPI
- ARCI
- CGIL
- CITTADINANZATTIVA TOSCANA
- COORDINAMENTO PER LA DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE
- LIBERA
- LE-GAMBIENTE
- MAGISTRATURA DEMOCRATICA
riforma dell’ordinamento giudiziario: criticità e rischi principali
Le osservazioni espresse dal comitato evidenziano come la riforma non affronti criticità strutturali del sistema giustiziario e non produca miglioramenti concreti nei servizi offerti ai cittadini. Tra i punti messi in rilievo figurano la mancanza di incremento degli organici, l’assenza di riduzione dei tempi processuali e la perdita di garanzie per la popolazione, insieme al possibile rafforzamento dell’esecutivo a scapito dei controlli democratici.
indipendenza della magistratura
È sottolineata l’importanza di una magistratura indipendente, che risponda unicamente alla legge e non alle pressioni politiche o governative, mantenendo saldi i principi sanciti dalla Costituzione.
garanzie e controllo sull’esecutivo
Secondo i promotori, la riforma potrebbe ridurre le garanzie dei cittadini e neutralizzare i meccanismi di controllo sui poteri, includendo riferimenti agli attacchi al diritto di manifestare, al diritto di sciopero e al dissenso, tra normative e misure che limitano lo spazio pubblico per le opposizioni.
