Castelpulci posa la prima pietra d'inciampo per il Giorno della Memoria

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Castelpulci posa la prima pietra d'inciampo per il Giorno della Memoria

Nel Giorno della Memoria 2026, Scandicci celebra la memoria delle vittime della persecuzione nazifascista con l’installazione di una pietra d’inciampo, segno tangibile di una memoria civile condivisa. L’iniziativa collega un episodio personale della storia locale a una pratica internazionale di commemorazione, ponendo l’attenzione sul valore della memoria come fondamento della convivenza futura.

pietra d'inciampo a scandicci: memoria di Rebecca corinna mieli

La posa della prima pietra d’inciampo è prevista per martedì 27 gennaio, alle ore 11, presso la Villa di Castelpulci, sede della Scuola Superiore della Magistratura. L’accesso all’evento richiede invito. La cerimonia rientra in una cornice comunitaria che lascia spazio a una rinnovata attenzione per le storie dimenticate e per le persone che ne sono state vittime. L’idea delle Stolpersteine, ideate dall’artista tedesco Gunter Demnig, prevede piccoli blocchi di cemento rivestiti in ottone inseriti nel selciato di fronte all’ultima dimora delle persone deportate. Sullo specchietto metallico compaiono dati essenziali: nome, anno di nascita, data e luogo di deportazione, e, se noto, data e luogo di morte.

La pietra d’inciampo dedicata a Rebecca Corinna Mieli sarà posata all’ingresso della villa di Castelpulci, edificio dal quale la donna venne prelevata il 20 maggio 1944. Secondo i documenti ospedalieri, la persona era registrata come Corinna Mieli, evitando l’indicazione del primo nome per non rivelare l’origine ebraica. Rebecca nacque a Livorno il 19 febbraio 1866 e trovò la morte ad Auschwitz il 30 giugno 1944, dopo poco più di quaranta giorni di soggiorno nei campi. Il percorso che la portò lì comprese il trasferimento al campo di Fossoli con il convoglio numero 13 partito dalla stazione di Firenze S. Maria Novella, per giungere infine al lagernazista. L’iniziativa è accompagnata dall’impegno degli studenti della scuola media Rodari di Scandicci, che hanno condotto una ricerca archivistica approfondita, partendo dagli archivi dello Yad Vashem, sotto la guida di Barbara Trevisan, traendo una ricostruzione puntuale degli ultimi mesi di vita di Rebecca.

La cerimonia del 27 gennaio sarà accompagnata da una “performance della memoria” realizzata dagli alunni delle classi terze C e H della Rodari, con la lettura di documenti rinvenuti e la proiezione di fonti storiche. Saranno presenti interventi musicali affidati a due classi della Rodari e al Coro delle voci bianche della Scuola di Musica di Scandicci. Una seconda occasione pubblica è in programma giovedì 30 gennaio, all’auditorium di piazzale della Resistenza, aperta a tutta la cittadinanza.

La ricostruzione della docente Barbara Trevisan e del team di ricerca è stata finalizzata a dare un nome a Rebecca, evitando che la sua figura rimanesse nell’ombra. A tale proposito, una riflessione di rilievo richiama il dovere di ricordare per alimentare i valori di pace e responsabilità. In tal senso, la memoria viene identificata come strumento di tutela dei diritti umani e di prevenzione delle violenze future.

Il sindaco di Scandicci, Claudia Sereni, definisce l’evento come un momento di alto valore civile per la comunità. Ricordare Rebecca significa attribuirle una identità, una storia e un volto tra le persone vittime della persecuzione, offrendo un monito contro le derive della violenza e della negazione dei diritti. La risonanza di tali iniziative indica come la memoria possa guidare l’attenzione pubblica verso una cultura della pace e della dignità umana, soprattutto di fronte a contesti internazionali segnati da conflitti e violazioni dei diritti fondamentali. Secondo la sindaca, le pietre d’inciampo invitano quotidianamente a fermarsi, riflettere e vigilare, riconoscendo nel contributo dei giovani un elemento essenziale per tramandare i valori di pace e responsabilità.

la storia di rebecca corinna mieli

Rebecca Corinna Mieli nacque a Livorno il 19 febbraio 1866. Morì ad Auschwitz il 30 giugno 1944, dopo essere stata deportata in età avanzata. Fu prelevata dal luogo di detenzione il 20 maggio 1944 e trasferita al campo di Fossoli con il convoglio numero 13, partito da Firenze Santa Maria Novella, prima di giungere al campo di concentramento. Negli archivi ospedalieri fu annotata come “Corinna Mieli” per proteggere l’identità completa, evitando l’indicazione del nome proprio. L’azione di riscostruzione della vicenda è stata condotta da studenti della Rodari, che hanno consultato fonti storiche, tra cui i documenti disponibili presso lo Yad Vashem, con l’obiettivo di offrire al pubblico una narrazione accurata della vita e della deportazione di Rebecca.

memoria pubblica e significato civico

La cerimonia di Scandicci rientra in un percorso di memoria che collega istituzioni, scuola e comunità locale. L’iniziativa celebra la dignità delle persone deportate e la necessità di conservare la memoria collettiva come antidoto all’indifferenza e all’oscuramento della storia. L’evento propone, quindi, una lettura critica del passato, come contributo al dialogo civile e alla tutela dei diritti umani, ricordando che la memoria è un impegno continuo per la pace universale.

figur e protagonisti coinvolti

Nel contesto della cerimonia emergono figure chiave legate al progetto, ai documenti e all’impegno educativo che hanno reso possibile la ricostruzione storica.

  • Rebecca Corinna Mieli
  • Gunter Demnig
  • Barbara Trevisan
  • Claudia Sereni
  • Isabel Allende
Castelpulci posa la prima pietra d'inciampo per il Giorno della Memoria
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