Cassazione respinge il ricorso di Alemanno: "Inammissibile
Una decisione di rilievo giuridico interessa l’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ora detenuto per una condanna relativa al traffico di influenze. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso straordinario proposto dalla difesa contro la sentenza che ha confermato la condanna e la modalità di esecuzione della pena. La vicenda riguarda la porzione di pena relativa al capo imputato legato al traffico di influenze e l’istanza di revoca sollevata in conseguenza dell’abolizione del reato di abuso d’ufficio.
traffico di influenze: esiti della cassazione
La Suprema Corte ha respinto la richiesta di riesame avanzata dall’avvocato di Alemanno, chiudendo così la possibilità di modificare formalmente la pena per il periodo contestato. Nella requisitoria, il sostituto procuratore generale di Cassazione Perla Lori aveva chiesto il rigetto dell’istanza, che mirava a cancellare la parte di condanna riferita al traffico di influenze. La decisione risulta definitiva per quanto riguarda il capo di imputazione e la statuizione sull’abolitio criminis non è stata accolta.
Nella fase precedente, la difesa aveva contestato, tra l’altro, l’interpretazione secondo cui la condotta imputata fosse ancora penalmente rilevante a seguito del cambio normativo. Infatti, i legali avevano sostenuto che l’adozione di nuove norme avrebbe potuto incidere sull’esistenza stessa della sanzione originaria per l’azione descritta. Il vault di imputazioni e la congruenza tra la condotta contestata e le norme in vigore al momento avrebbero dovuto essere riesaminati.
cronologia degli eventi e stato dell’esecuzione
La condanna è stata confermata in sede di legittimità, e l’ex sindaco è detenuto dall’ultima notte dell’anno precedente dopo la revoca dei servizi sociali. Alemanno era destinato a svolgere attività presso una struttura impegnata a favore di famiglie in difficoltà e di vittime di violenze, ma l’«utilizzo di documentazione falsa» per giustificare impegni lavorativi ha determinato la contestazione di una grave violazione delle prescrizioni imposte. In aggiunta, si evidenziavano incontri con una persona condannata in via definitiva nel 2018, tra marzo e settembre scorsi, il che ha aggravato la posizione while in custodia cautelare.
quadro delle imputazioni e risposte della difesa
Gli elementi principali della contesa riguardano l’«abuso d’ufficio» valutato all’epoca dei fatti e la successiva discussione sull’abolizione di reato che avrebbe potuto mutare l’esito penale. La difesa ha espresso sconcerto per la mancata discussione nel merito della questione posta, sottolineando che la condotta contestata non fosse più penalmente rilevante secondo la nuova impostazione normativa. Perla Lori ha reiterato la richiesta di rigetto, evidenziando la linearità della procedura e la coerenza della decisione con i precedenti giudizi.
persone nominate
- gianni alemanno
- cesare placanica
- perla lori